La grande politica internazionale si apre agli scienziati del mondo. In preparazione del G8 che si terrà in Italia in luglio, l’Accademia nazionale dei Lincei, la più antica accademia scientifica del mondo, fondata nel 1603, organizza a Roma, oggi e domani, il cosiddetto “G8 delle scienze”, un vertice internazionale di tutte le accademie scientifiche dei paesi del G8, allargato a Cina, India, Messico, Brasile e Sud Africa.
“E’ un grande evento attraverso il quale gli scienziati del mondo possono trasferire le loro conoscenze ai governanti, per fornire non più solo prevalentemente previsioni, come avvenuto finora, ma anche contributi e suggerimenti operativi alle decisioni che saranno prese dai grandi della Terra sul futuro di tutti noi e del nostro pianeta”, sottolinea a Panorama.it, Lamberto Maffei vice presidente dei Lincei e coordinatore dell’incontro. E aggiunge: “I Lincei proporranno al Governo e alle altre accademie del G8 due criticità da affrontare a livello mondiale. Una del tutto nuova, i flussi migratori che tanto interessano varie parti del mondo compresa l’Europa e l’altra riguardante le nuove tecnologie e l’innovazione per la produzione e la conservazione dell’energia”. I lavori cominceranno con due riunioni in contemporanea a porte aperte, dedicate alle nuove tecnologie per l’energia e alle migrazioni. Domani la seduta sarà riservata alle delegazioni. Al termine dei lavori “saranno stilati due documenti che gli scienziati consegneranno ai capi di stato e di governo del G8 con indicate le strategie per risolvere le emergenze climatiche del pianeta” anticipa Maffei.
Nello scorso G8 tenuto in Giappone i documenti predisposti dalle Accademie delle scienze hanno riguardato il mutamento del clima terrestre in relazione alla questione energetica e il Global Health. Per la questione climatica sono stati raccomandati urgentemente la limitazione delle emissioni di gas-serra e il ricorso alle fonti pulite come nucleare, solare, idroelettrico. Nel secondo documento (Global Health) le Accademie hanno richiamato l’attenzione sulle nuove e vecchie minacce alla salute di larghe fasce della popolazione umana, in gran parte, come è noto, appartenente alle aree più svantaggiate del pianeta. Ai governanti della Terra è stato chiesto di aumentare la collaborazione internazionale nella ricerca scientifica e medica, favorendo la collaborazione pubblico-privato e assicurando il trasferimento dei risultati acquisiti a tutti, in particolare alle popolazioni dei paesi poveri che ne hanno più necessità ma che non hanno i mezzi economici per acquistare ad esempio i nuovi prodotti della ricerca farmaceutica.
- Giovedì 26 Marzo 2009
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