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La schermata di un gioco sparatutto
Siamo ormai da anni abituati all’idea che i videogiochi possano essere usati, oltre e che per divertirsi anche per potenziare la memoria, la capacità di calcolo, e con le nuove console anche l’equilibrio, il tono muscolare, la flessibilità. Tutto questo però è possibile usando giochi appositamente studiati allo scopo. Uno studio appena pubblicato apre però le porte della “salute” anche a prodotti tutt’altro che educativi e curativi. Gli adulti che si divertono con i videogiochi del genere sparatutto, generalmente considerati tra i più violenti e classificati con rating 18+ dallo standard europeo PEGI, a quanto emerche dalla ricerca condotta dall’Università di Rochester, New York, e pubblicato sul Nature Neuroscience Journal, potrebbero ottenere considerevoli effetti benefici alla propria vista.
Secondo lo studio le persone che si allenano utilizzando questo tipo di videogame migliorano notevolmente la propria capacità di visualizzare le leggere differenze tra le varie tonalità di grigio, un problema che, nella vita reale, si verifica soprattutto durante la guida notturna. “Generalmente per migliorare la sensibilità ai contrasti è necessario mettersi gli occhiali oppure sottoporsi a chirurgia ottica”, ha spiegato Daphne Bavalier, autrice dello studio, “ma abbiamo scoperto che l’azione dei videogiochi aiuta il cervello ad analizzare le informazioni esistenti in maniera più efficiente e che i miglioramenti durano per mesi anche dopo che l’attività videoludica è cessata”.
Lo studio ha preso in considerazione 22 studenti divisi in due gruppi. Un gruppo ha giocato per 50 ore su un periodo complessivo di 9 settimane ai titoli Call of Duty 2 e Unreal Tournament 2004, appartenenti a due delle serie sparatutto più conosciute e giocate, mentre il secondo gruppo ha giocato con The Sims 2, un titolo simulativo che non richiede lo stesso livello di coordinazione occhio-mano. Alla fine del “training”, il gruppo che ha utilizzato i titoli sparatutto ha dimostrato un miglioramento del 43 per cento nell’abilità di discernere le diverse tonalità di grigio mentre il gruppo che ha giocato a The Sims 2 non ha mostrato alcun miglioramento. Addirittura, i giocatori più dedicati ai videogiochi sparatutto hanno mostrato miglioramenti fino al 58 per cento.
“Quando le persone giocano con titoli sparatutto, questi hanno un effetto sui canali cerebrali responsabili per l’analisi visiva”, ha aggiunto la dottoressa Bavalier, “Questi videogiochi spingono il sistema visivo umano al limite e il cervello si adatta”. Una buona scusa, semmai ve ne servisse una, per continuare a giocare.
- Giovedì 2 Aprile 2009
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