Nanomateriali nei cosmetici, la Ue detta nuove regole

Rossetti
Sempre più spesso, ultimamente, si sente parlare di nanotecnologie e nanomateriali. In effetti l’industria basata sull’utilizzo di nanoparticelle è in piena crescita e, secondo le stime della società Lux Research, il mercato di prodotti che integrano materiali nanotecnologici vale oggi 146 miliardi di dollari e si prevede che raggiungerà i 3,1 triliardi entro il 2015.
Una delle industrie che utilizza maggiormente questi materiali in prodotti destinati ai consumatori è quella cosmetica (per rossetti, schermi solari o creme per la pelle) ed è proprio per questo che una delle prime direttive europee a prendere in considerazione i nanomateriali riguarda la regolamentazione dei prodotti di bellezza.

La scorsa settimana è stata approvata da Bruxelles una direttiva che introduce una nuova procedura per determinare la sicurezza dell’utilizzo di nanomateriali in un particolare prodotto, obbligando il produttore a informare un’apposita commissione di esperti 6 mesi prima del lancio sul mercato. La nuova regolamentazione include anche, per la prima volta, una definizione specifica di cos’è un nanomateriale, cioè “un materiale indissolubile o bioresistente prodotto intenzionalmente con una o più dimensioni esterne, o una struttura interna, di dimensioni tra 1 e 100 nanometri”.
La nuova legge, che sostituisce la direttiva UE sui cosmetici risalente al 1975, rimpiazzando 3500 pagine di emendamenti e testo legale, è stata giudicata un enorme passo avanti dalla Europarlamentare verde Hiltrud Breyer, visto che per la prima volta indirizza chiaramente l’utilizzo dei nanomateriali. Il gruppo europeo di consumatori BEUC, però, pur accogliendo la regolamentazione come un primo passo importante, ha anche evidenziato come la direttiva richieda la valutazione dei nanomateriali solo in certi casi specifici (coloranti, conservanti o filtri UV) mentre in altri casi il produttore dovrà solo notificare la commissione, che però non procederà ad alcuna valutazione.

Un altro punto dolente è la definizione dei nanomateriali, che la stessa Breyer ha riconosciuto essere troppo limitata, chiedendo un ulteriore revisione della definizione al fine di includere direttive specifiche per ogni singolo nanomateriale, non solo alcuni. Infine il BEUC ha criticato le tempistiche della nuova regolamentazione, che avrà effetto a partire dal 2012, permettendo così di commercializzare prodotti potenzialmente nocivi fino a tale data.

Alcune associazioni di settore (tra cui l’inglese CTPA) hanno assicurato che i prodotti cosmetici vengono già sottoposti a rigorosi test. Le regole più severe in quanto a sicurezza sono però quelle dettate dal nuovo COSMOS Standard, che definisce i prodotti cosmetici biologici e naturali, ne avevamo già parlato qui. Questo standard europeo, frutto del lavoro di armonizzazione dei principali enti di certificazione della cosmetica naturale e biologica di Francia, Inghilterra, Belgio, Germania e Italia, adottando il principio di precauzione, vieta l’utilizzo di particelle inferiori a 100 micron
(100.000 nanometri) per qualunque preparazione cosmetica a logo COSMOS.

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