E’ atteso per questa settimana il pronunciamento della Commissione Antitrust dell’Unione Europea sul caso Intel, accusata di comportamento anti competitivo nei confronti degli altri produttori di chip, per aver pagato illegalmente alcuni produttori di computer affinché posticipassero o addirittura annullassero il lancio di nuovi modelli basati su chip diversi da Intel.
E’ molto probabile che la Commissione Europea decida di applicare una sanzione al più grande costruttore di processori, ma al momento non si conosce ancora di quale entità sarà l’ammenda (anche se alcune fonti parlano di una cifra che potrebbe arrivare anche al 10% del fatturato annuo dell’azienda, quindi intorno ai 3 miliardi di euro).
Di certo, come ricorda l’agenzia stampa Reuters, c’è il precedente di Microsoft che nel 2004 fu condannata per abuso di posizione dominante sul mercato per 497 milioni di euro, cifra poi salita a 1,35 miliardi di euro a causa di altre violazioni imputate dall’antitrust al gigante di Redmond.
In questo caso Intel dovrà rispondere di abuso di posizione dominante sul mercato per due precisi motivi: per aver corrisposto denaro ai produttori di computer che accettavano di ridurre o eliminare del tutto dai loro computer i chip della concorrenza (leggi AMD) e per aver persuaso le catene distributrici a vendere solo PC a marchio Intel.
Secondo l’Unione europea, la pratica di corrispondere denaro sotto banco ai produttori di PC compiacenti, sarebbe una “restrizione nuda e cruda” alla libera competizione sul mercato. Non solo durante gli otto anni in cui Intel avrebbe violato le regole di mercato, l’azienda avrebbe anche stabilito in che percentuale i produttori di PC dovevano utilizzare i suoi chip e quelli di altri fornitori. Reuters cita l’esempio di NEC che secondo alcune fonti, avrebbe utilizzato i chip AMD solo nel 20% dei suoi desktop e notebook. Mentre Lenovo e Dell avrebbero sposato il marchio Intel in tutti loro notebook e desktop e Hewlett Packard sul 95% dei suoi desktop. Mercoledì questo si saprà come andrà a finire la vicenda, iniziata nel 2000 quando AMD fece ricorso all’anti-trust proprio per denunciare il comportamento anti-competitivo di Intel.
- Martedì 12 Maggio 2009
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