Farmaci e futuro: su gli investimenti e il fatturato raddoppia

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La concorrenza nel settore farmaceutico è sempre più forte: nello sviluppo dei nuovi prodotti si investe il doppio rispetto a 10 anni fa, ma in commercio c’è il 40 per cento di farmaci in meno e 5 aziende realizzano da sole oltre il 10 per cento dei ricavi da prodotti importanti lanciati negli ultimi 5 anni. Questi i dati emersi dal rapporto “Pharma 2020: the vision” di PriceWaterhouseCoopers, realizzato nel 2007, ma aggiornato al 2009 grazie ai risultati ancora più positivi, rispetto alle previsioni, dei grandi “player” di Big Pharma. Complice anche la nuova influenza, che ha fatto schizzare verso l’alto i titoli dei produttori dei farmaci antivirali. Secondo il report, entro il 2020 il fatturato mondiale raddoppierà dagli attuali 600 a 1.200 miliardi di dollari. A guidare questa spinta saranno l’ingresso nel mercato di paesi come India e Cina e l’invecchiamento della popolazione, che comporta l’aumento del consumo di medicinali.

Le cure preventive, si legge nello studio, rappresentano un’enorme opportunità sia per i medici che per l’industria farmaceutica. Attualmente soltanto il 3 per cento della spesa in salute nei paesi Ocse è riferibile all’attività di prevenzione, ma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sostiene che l’80 per cento di infarti, disturbi cardiaci e diabetici e il 40 per cento dei tumori potrebbero essere evitati con cure preventive. Lo scenario assume contorni futuribili: i farmaci da banco saranno venduti ai distributori automatici e il rilascio delle prescrizioni per i farmaci primari sarà completamente automatizzato. I pazienti riceveranno le ricette nella propria e-mail e potranno girarle a una farmacia online, che controllerà la loro identità e invierà i medicinali all’indirizzo indicato. “L’attuale modello di business delle imprese farmaceutiche deve adattarsi alle nuove esigenze del mercato, ma è necessaria una stretta collaborazione fra i gruppi che concorrono alla fornitura dei servizi sanitari”, è scritto. In pratica, le imprese che riusciranno ad assestarsi ce la faranno, le altre sono destinate a lasciare il mercato.

Commenti

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Il 18 Maggio 2009 alle 15:55 anto7933 ha scritto:

Da farmacista titolare di parafarmacia spero che, stando così le cose, il sistema di dispensazione venga riformato. E’ necessario uno slancio nel processo delle liberalizzazioni del settore farmaceutico, teso a far decadere questo annoso meccanismo di controllo della titolarietà delle farmacie. Se aumenterà il fabbisogno medio procapite di farmaci sarà necessario elevare la fruibilità agli stessi. Un sistema così sviluppato garantira un vantaggio per tutti, e i cui contorni potrebbero essere così riassunti:

1)maggiore fruibilità e reperibilità dei farmaci per il paziente.
2)meccanismo di dispensazione più svelto
3)diminuzione del costo medio dei farmaci causa instaurazione di un sistema concorrenziale.
4)aumento dell’occupazione nel settore per aumentato fabbisogno di personale specializzato.

Il 22 Giugno 2009 alle 17:00 Farmaci: giù la spesa, su le ricette. I rimedi per ridurre i costi » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Risparmio di oltre tre miliardi di euro all’anno a partire dal 2010 Occorre, dunque, “uniformità di proprietà terapeutica e un approccio al paziente basato sui sintomi, in quanto questo costituisce una guida appropriata per la valutazione della risposta alla terapia”, aggiunge a Panorama.it Sergio Vigneri, della Divisione di gastroenterologia dell’Università di Palermo (qui una sua VIDEO intervista). Se ne sono accorti i medici di medicina generale, che hanno promosso un progetto sulle malattie cardiovascolari con le asl che porterebbe a risparmi di oltre tre miliardi di euro all’anno a partire dal 2010. Ma anche molte case farmaceutiche hanno capito che serve una maggiore razionalizzazione dei prodotti immessi sul mercato: secondo un rapporto di PriceWaterhouseCoopers  nello sviluppo dei nuovi prodotti si investe il doppio rispetto a 10 anni fa, ma in commercio c’è il 40 per cento di farmaci in meno (leggi l’articolo su Panorama.it). Anche lo studio “Cardias”, presentato da Tonini e Vigneri, si pone come obiettivo la valorizzazione del processo clinico assistenziale dei pazienti affetti da reflusso e dei costi diretti della patologia in termini complessivi e nel dettaglio della spesa farmaceutica nazionale. [...]

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