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Il “roboteam” della Darpa, l’agenzia della Difesa per i progetti di ricerca avanzati negli Stati Uniti
Una squadra di robot da impiegare nelle missioni sul campo di battaglia, capace di coordinarsi attraverso reti di comunicazione indistruttibili: gli scontri vedranno gli esseri umani soltanto come spettatori. Sono alcuni dei progetti presentati ai senatori degli Stati Uniti dalla Darpa, l’agenzia di ricerca del ministero della Difesa che negli ultimi decenni ha cambiato le comunicazioni globali sviluppando i primi nodi di internet negli anni Sessanta e il sistema di navigazione gps. Tecnologie militari, quindi, che hanno rivoluzionato il mondo quando sono diventate di uso civile. Dopo gli aerei senza pilota (droni), vedremo gli elicotteri completamente automatizzati: il programma A160 prevede un’autonomia di 20 ore e la capacità di sorvegliare, soccorrere l’equipaggio e consegnare rifornimenti. Nel team “robotico” uscito dai laboratori Darpa sono già entrati Big Dog, un veicolo capace di muoversi in territori accidentati, e il l’elicottero in miniatura Mav.
Per l’intelligenza artificiale la Darpa promette meraviglie. Come la traduzione in tempo reale di qualsiasi linguaggio. Un’idea che adesso sembra ai limiti della fantascienza: il progetto Gale (sarà completato tra due anni) è un sistema in grado di convertire in inglese qualsiasi trasmissione televisiva o radiofonica, selezionare gli argomenti principali e archiviare i contenuti in una banca dati. L’obiettivo all’orizzonte, infatti, è di sviluppare una forma di intelligenza artificiale evoluta che consenta ai computer di “imparare, ragionare e applicare la conoscenza guadagnata con l’esperienza, e rispondere intelligentemente a eventi nuovi e imprevisti”, sottolinea l’agenzia di ricerca militare. Contro i sequestri sui mari, poi, i ricercatori stanno ultimando il sensibilissimo radar “Panda” che esplora le acque in superficie, riconosce le rotte di 100mila imbarcazioni e segnala anomalie. Una sorta di Grande fratello degli oceani.
La lotta al bioterrorismo è una priorità della Darpa: nell’impossibilità di prevedere quali saranno le minacce biologiche dei prossimi anni (per esempio, virus e batteri geneticamente modificati), gli sforzi sono concentrati sullo sviluppo di vaccini. Secondo i ricercatori, in media sono necessari circa 15 anni per ottenere una terapia efficace. Ma in alcuni casila Darpa conta di ridurre i tempi a 16 settimane per la scoperta e la produzione di nuovi vaccini.
Qui il report della Darpa
L’elicottero senza pilota A160
Il robot quadrupede Big Dog
L’aereo di ricognizione Rapid Eye
- Mercoledì 20 Maggio 2009
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