
Avevo in mente questo post da qualche settimana. Poi l’annuncio del Chrome Os da parte di Google (e le chiacchiere che ha suscitato e le possibili interpretazioni) mi ha spiazzato e ora mi trovo a rincorrere il tema. [Per un'analisi delle reazioni: Google Chrome OS: primi commenti, critiche ed esagerazioni su Mytech].
In realtà Chrome Os non fa che confermare (e rafforzare) quello che pensavo: si può lavorare con un computer senza programmi locali, usando solo le applicazioni in rete, gratuite.
Senza programmi: né Microsoft né di altri
Sono fra quelli che hanno liberato il computer da quasi tutti i programmi applicativi (Word, Excel, Outlook ecc. per intenderci) e che lavorano usando (quasi) esclusivamente applicazioni che girano su internet (un esperto direbbe che stanno su una cloud).
Ovviamente stanno sul pc:
-il browser (Firefox o Chrome) e
-Photoshop (anche se sul notebook di casa Photoshop non c’è e poi vi dico come faccio).
-Itunes
Come faccio?
Dunque,
- per l’email ovviamente Gmail (sono un utente da anni dell’email di Google, ho quasi riempito i 7 o oltre GB): non è nemmeno paragonabile alla mail gestita da un programma sul pc (come Outlook o Thunderbird): nel senso che è infinitamente meglio.
Fra i motivi per apprezzare Gmail cito solo questi:
1) fra etichette e (soprattutto) l’efficientissimo motore di ricerca interno, la posta è veramente sotto controllo. Ci faccio convergere tutti gli indirizzi di posta elettronica che per vari motivi uso e nonostante ciò non mi sfugge quasi nulla.
2) E’ decisamente semplice avere sempre tutta la posta in un unico contenitore raggiungibile su qualsiasi computer.
I difetti della cloud
I principali difetti del lavorare con applicazioni che stanno in rete sono:
-devi essere sempre connesso (è vero che esiste è possibile lavorarci anche in una versione off line, ma così Gmail diventa più rigida e si perdono molti dei vantaggi);
-il secondo difetto è figlio del primo: se la connessione è lenta lenta Gmail può anche rendervi nervosi. Difetto questo che vale anche per tutto il resto di quel che parlo.
Certo con la rete aziendale, la banda larga a casa, il wi-fi pubblico e le “chiavette” per la connessione on the road non capita spesso di stare a piedi. No?
Google Docs invece di Office
- Poi uso Google Docs: qui già in molti storcono il naso.
In parte hanno ragione. Non è certo paragonabile a Office. Però, diciamocelo: tutto quello che mi serve sta in Docs: un programma per scrivere più che dignitoso e soprattutto funzionale (per esempio, fondamentale per chi lavora sui siti web e i blog, non fa macelli quando copi in un cms o in Wordpress quello che hai scritto con Docs): tra l’altro può salvare i file in tutti i formati, compreso quello di Word.
Poi lo spreadsheet, anche questo elementare, ma quanto basta; indine il programma per le presentazioni: ecco, in genere è la più criticata fra le applicazioni di Google, specialmente dai fanatici di PowerPoint.
Mettiamola così: se non siete fanatici di PowerPoint e se pensate che le presentazioni migliori siano quelle più semplici (un concetto, di pochissme parole, per slide) allora anche, in questo caso, il programmi della cloud di Google basta. Tra la’ltro esporta verso e importa da PowerPoint (non benissimo).
Il resto lo faccio con Google Reader per leggere i feed Rss e Google Calendar.
Ci sono anche alternative a Google Docs, per esempio Zoho, per molti versi anche migliore di Google. Però Google Docs è accessibile direttamente da dentro Gmail, il che nel lavoro quaotidiano è un bel vantaggio.
Photoshop però…
Due parole infine sulle immagini: mi son tenuto Photoshop sul pc perché ancora gli editor di foto online sono lenti e impongono troppi passaggi all’immagine. Anche se, per esempio, sul notebook di casa, non ho Photoshop e quando devo intervenire sulle foto lo faccio con l’editor di Flickr, che poi è Picnik.
Per la verità per le foto uso anche Picasa (sempre di Google che in verità è composto da un gestore di foto e album online e da un piccolo programma che si scarica dalla rete per organizzare e trovare meglio le foto che stanno sul disco del computer).
Tutto il discorso ha a che fare, ovviamente, con la diffusione dei netbook e quindi con il lancio di Chrome Os (Chrome Os è il sistema operativo dei notebook). Ha anche a che fare con Microsoft ovviamente. Tra l’altro, pare siamo alla vigilia di una versione efficiente di Office da usare in rete e non sul pc.
Infine, scusate se mi allargo un po’, ma il tutto ha anche a che fare con l’idea del gratuito come modello di business, cosa di cui per esempio si occupa Chris Anderson in Free.
(Sono consapevole che tutto questo comporta alcuni rischio per la privacy…)
- Giovedì 9 Luglio 2009

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Commenti
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Il 20 Luglio 2009 alle 23:07 Perché Microsoft mette Office gratis su Internet? » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Guardiamo ai fatti prima di tutto: Microsoft propone agli utenti della rete una versione leggera online e gratuita di Office: Office Web Apps. E questa è un’ottima cosa, soprattutto per chi è affezionato a Office. Per intenderci, Office Web Apps diventa un concorrente diretto di Google Docs (di Google Docs ho raccontato i meriti un paio di settimane fa) e dovrebbe agevolare gli utenti che vogliono lavorare online senza tenersi programmi sul proprio pc. [...]
Il 20 Luglio 2009 alle 23:15 Perché Microsoft mette Office gratis su Internet? - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Guardiamo ai fatti prima di tutto: Microsoft propone agli utenti della rete una versione leggera online e gratuita di Office: Office Web Apps. E questa è un’ottima cosa, soprattutto per chi è affezionato a Office. Per intenderci, Office Web Apps diventa un concorrente diretto di Google Docs (di Google Docs ho raccontato i meriti un paio di settimane fa) e dovrebbe agevolare gli utenti che vogliono lavorare online senza tenersi programmi sul proprio pc. [...]
Il 22 Novembre 2009 alle 18:38 Chrome Os: ecco come sarà il sistema operativo di Google - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] Certo bisognerà convincere gli utenti più scettici che è possibile dormire sonni sereni anche se i propri dati non sono sul computer di casa ma in un data center disperso nel Texas. Ma in fondo GMail, GoogleDocs, Flickr, e tanti altri applicativi web-based ci hanno già insegnato che la nostra vita digitale non deve necessariamente viaggiare con noi. [...]
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