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	<title>Hitech e Scienza &#187; Facebook addio: un&#8217;ondata di esclusi e fuggiaschi online </title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Facebook addio: un’ondata di esclusi e fuggiaschi online</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 10:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.delloiacovo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#3]]></category>

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		<description><![CDATA[I marines abbandonano il social network. Bill Gates lo snobba come "una perdita di tempo". Le aziende mettono i lucchetti alle connessioni Internet. Ma l'avanzata globale della rete fondata da Mark Zuckerberg sembra inarrestabile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/varie_3/139772_mark_zuckerberg_fondatore_di_facebook.html" title="Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/10/27/4905dc8cd4a26_zoom.jpg" alt="Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Perfino <strong>i marines scappano da Facebook</strong>: preoccupazioni per la sicurezza, dicono i vertici del corpo militare. Che subito mettono le mani avanti: l&#8217;accesso al social network è proibito dalle sedi militari, ma libero dalle abitazioni private. Già alcuni mesi fa l&#8217;<strong>esercito israeliano</strong> aveva avvisato le sue truppe: i messaggi pubblicati dal fronte su blog e social network erano diventati un rischio per la sicurezza nazionale.<br />
Non sono gli unici, però, ad essere preoccupati da &#8220;aggiornamenti di status&#8221; e fotografie che circolano in rete.</p>
<p>Per i vip è una fonte di stress: <strong>Bill Gates</strong> ha detto che doveva decidere sulle richeste di amicizia di diecimila persone. Troppe. E quindi lo ha abbandonato bollandolo come una &#8220;perdita di tempo&#8221;. Sarà, ma la Microsoft ha acquistato il 5 per cento di Facebook (con una spesa tra i 300-500 milioni di dollari).<br />
E, <a href="http://www.techcrunch.com/2009/08/04/facebook-is-now-the-fourth-largest-site-in-the-world/" target="_blank">secondo ComScore</a>, la rete sociale in blu <strong>è diventa il quarto sito più visitato</strong> (con 340milioni di persone al mese che guardano le sue pagine), dietro <strong>Google</strong>, <strong>Yahoo</strong>, <strong>Msn</strong> (il portale di Microsoft). Scavalcando anche <strong>eBay</strong> e l&#8217;enciclopedia online <strong>Wikipedia</strong>.</p>
<p>Le aziende sono molto diffidenti. E spesso chiudono con un lucchetto le connessioni al web sociale. <a href="http://techrepublic.com.com/5208-13416-0.html?forumID=102&amp;threadID=312365" target="_blank">Un sondaggio informale di Techrepublic</a> mostra la politica restrittiva negli uffici: <strong>sette impiegati su dieci dichiarano di non avere accesso al social network</strong>. Impossibile avvicinarsi anche ad alcuni blog.<br />
L&#8217;unico che sembra superare il cerchio protettivo delle aziende è <strong>LinkedIn</strong>, una rete sociale dedicata ai contatti professionali: la usano tutti, anche i vertici azeindali, per inviarsi messaggi, cercare talenti, condividere documenti.</p>
<p>Le restrizioni non finiscono qui: l&#8217;agenzia di stampa <strong>Associated press</strong> permette ai suoi dipendenti di restare in contatto con amici e colleghi attraverso i social media, ma devono rispettare una disciplina ferrea. Sono responsabili anche dei commenti che altri pubblicano sul loro profilo.<br />
Come se una persona scrivesse parole offensive con una bomboletta spray sul muro di casa e il proprietario dell&#8217;abitazione ne fosse colpevole.</p>
<p>I governi in <strong>Cina</strong> e in <strong>Iran</strong> non sono decisamente sostenitori dello scambio di opinioni online attraverso il social network fondato da <strong>Mark Z</strong><strong>uckerberg</strong>.<br />
Il traffico dal paese del dragone è stato dimezzato negli ultimi trenta giorni: <a href="http://www.insidefacebook.com/2009/08/04/facebook-traffic-from-china-drops-by-half-in-the-last-month/" target="_blank">secondo il blog Inside Facebook</a>, è una conseguenza dovuta alle restrizioni dettate dalle autorità locale.</p>
<p>Così, <strong>su 300 milioni di cinesi online, adesso solo 500 mila guardano le pagine di Facebook</strong> ogni mese. L&#8217;Iran, invece, ha già dimostrato all&#8217;opinione pubblica mondiale il pugno di ferro: durante le proteste di piazza dei giovani l&#8217;accesso alla rete di amici online è stato ristretto o completamente censurato.</p>
<p>E un blogger, Evgeny Morozov, <a href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=106535773" target="_blank">racconta</a> che <strong>una donna proveniente dagli Stati Uniti è interrogata all&#8217;aeroporto di Teheran suo profilo di Facebook</strong>. Gli agenti hanno segnato in una lista anche i suoi amici online.</p>
<p><strong>A temere l&#8217;avanzata globale del social network statunitense sono soprattutto i suoi rivali.</strong> Ormai ha superato la barriera dei 250 milioni di utenti registrati.</p>
<p>Appena un anno fa <strong>MySpace</strong> dominava in gran parte del mondo: mese dopo mese ha perso il primo posto, nazione dopo nazione. Agli altri non va meglio: è rallentata la crescita di <strong>Orkut</strong> in Brasile e India. Saranno i prossimi Stati contagiati dall&#8217;epidemia online?</p>
<p>Guarda la <a href="http://www.vincos.it/world-map-of-social-networks/" target="_blank"><strong>MAPPA</strong></a> dei social network nel mondo: un risiko globale con protagonisti come <strong>Facebook</strong> e altri meno noti, da <strong>Friendster</strong> a <strong>Hi5</strong>.</p>
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