“Guardie e ladri”: caccia sul web con Twitter e Facebook

Controllo della polizia inglese di fronte allo stadio del Manchester Utd

“Siamo in vacanza: non cercateci fino a ottobre”: è un messaggio come tanti pubblicato su Twitter. Ma nel Regno Unito suonano i primi campanelli d’allarme: i messaggini online, infatti, sono leggibili da chiunque e segnalano ai malintenzionati quando una casa è vuota. Le immagini dell’abitazione arrivate su internet, poi, possono rivelare come sono state installate le tecnologie di sorveglianza.

Insomma, secondo uno studio riportato dal Daily Mail, i social network usati incautamente aprono la porta a eventuali intrusi: una persona su dieci dichiara a chiunque la destinazione e la durata delle sue vacanze.
Con Facebook il rischio è più ridotto (perché le informazioni, in genere, non sono pubblicamente accessibili), ma non sono pochi ad accettare le richieste di amicizia da parte di sconosciuti. Tanto che l’agenzia di assicurazione inglese Legal&General progetta di aumentare il prezzo delle polizze per chi fa parte di reti sociali. Come a dire: “Sei su Facebook? Allora ti aumento la rata”.
Ma le forze dell’ordine non sono rimaste indietro nella rincorsa internettiana tra guardie e ladri, soprattutto negli Stati Uniti. A Boston la polizia ha aperto una pagina su Twitter dove aggiorna i lettori con le notizie di incidenti, rapine e deviazioni del traffico.

Un gruppo di appassionati, poi, ha utilizzato i social network per coordinare una squadra sul campo in grado di avvistare biciclette rubate. Funziona così: appena una due ruote scompare, il proprietario manda un avviso agli amici attraverso Facebook e twitter. Allertando un team di “pronto intervento”, operativo a Boston e nei dintorni.

La vigilanza di quartiere, una sorta di ronda a stelle e strisce, si è diffusa anche in altre aree degli Usa. Sono almeno 20mila gli iscritti all’Associazione nazionale sceriffi, aumentati di cinque volte dal 2005. Cosa fanno? Osservano strade e piazze del loro quartiere, aiutando la polizia locale nel pattugliamento del territorio.
Non si tratta di vigilantes improvvisati, ma seguono un periodo di addestramento con le forze dell’ordine: anche se, spesso, il principale consiglio è quello di parlare con i vicini.
In Gran Bretagna, invece, sono piccoli centri urbani a sperimentare sistemi di collaborazione (o crowdsourcing) per il monitoraggio locale: a Merseyside il sito internet della polizia accetta anche “votazioni” sulle priorità degli interventi.

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Il 26 Aprile 2010 alle 15:45 Notizie dai blog su La caccia ai talenti e il crowdsourcing ha scritto:

[...] “Guardie e ladri”: caccia sul web con Twitter e Facebook “Siamo in vacanza: non cercateci fino a ottobre”: è un messaggio come tanti pubblicato su Twitter . Ma nel Regno Unito suonano i primi campanelli d’allarme: i messaggini online, infatti, sono leggibili da chiunque e segnalano ai malintenzionati quando una casa è vuota. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]

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