Eolico, un jolly contro l’inquinamento in Cina. E nel mondo

(Nella fotografia, pale eoliche. Credits: the russians are here)

Cosa soddisferà la sete di energia della Cina? È una domanda che riguarda l’intero pianeta. Carbone, energia idroelettrica e solare sono in poll position per sfamare le industrie e le città in rapida espansione.
Ma c’è una carta jolly, inattesa, che Pechino può ancora giocare: entro venti anni l’eolico sarebbe in grado di sostenere l’economia dell’intera nazione, se il governo fosse disposto ad allentare i cordoni dei finanziamenti in tempo utile. Il costo dell’energia generata dalle pale rotanti è accessibile: circa 6-8 centesimi per chilowattora.
Da soluzione di nicchia diventerebbe una tecnologia di massa. Secondo i ricercatori di Harvard e della Tsinghua, gli impianti andrebbero costruiti nel nord e nell’ovest, un’area poco popolata dove sarebbe minimizzato l’impatto ambientale.

Pechino, per adesso, punta tutto sull’energia solare, con l’obiettivo di liberarsi dalla schiavitù del carbone. E di rispondere alle pressioni della comunità internazionale. Anzi, i tecnocrati sono disposti a un’alleanza con gli Stati Uniti dopo una gara di nove mesi per stabilire la supremazia nel fotovoltaico.
A dicembre i cinesi hanno annunciato il più grande impianto del mondo: un Gigawatt. Poco tempo dopo la risposta della California: 1,5 Gigawatt. Alla fine l’accordo bipartisan: la multinazionale First solar installerà l’impianto più esteso mai progettato in Mongolia, 2 gigawatt.

La Cina, soffocata dai miasmi dell’industria pesante e del traffico, sovvenziona in modo massiccio l’industria del solare: copre fino al 50 per cento dei costi e i prestiti arrivano al 70 per cento nelle aree dove è assente l’infrastruttura energetica. Non è soltanto la salute dei cittadini che sta a cuore di Pechino: le aziende impegnate nel fotovoltaico stanno mettendo alle corde la concorrenza tedesca.

Per anni Berlino è stata la patria del celle solari: ma la produzione da tempo era stata delocalizzata in Cina, dove l’industria del silicio è fiorente (grazie anche all’harware elettronico che impiega le medesime materie prime). E adesso la cinese Suntech ha conquistato il secondo posto nella classifica dei principali fornitori, scalzando la tedesca Q-Cell. Che la risposta al mutamento climatico arrivi dalle nazioni più colpite dai danni dell’inquinamento?

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Il 16 Novembre 2009 alle 12:44 Clima: che ne è delle promesse di Obama? - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] anche nell’ambito dell’energia verde? Sì, quello delle energie rinnovabili è un settore in forte ascesa, ma la crescita economica galoppante del dragone non può permettersi rallentamenti dovuti a [...]

Il 16 Novembre 2009 alle 12:47 &raquo Clima: che ne è delle promesse di Obama? - Gregtecnologia ha scritto:

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