Virus A: tutto quello che c’è da sapere in 5 punti

virus A: tutto quello che devi sapere sull'influenza A

È un virus pericoloso?

“Non è particolamente pericoloso” dichiara Michele Lagioia, vicedirettore sanitario dell’Istituto clinico Humanitas e specialista in igiene e medicina preventiva. “Dai dati forniti dall’OMS finora sappiamo anzi che è meno aggressiva di una normale influenza stagionale.
Presenta però una particolarità dal punto di vista epidemiologico: colpisce maggiormente i giovani degli adulti e degli anziani (sembra anche che la fascia degli over 65 abbia già sviluppato una risposta anticorpale, come se fossero già entrati in contatto con questo tipo di virus).
Per essere sempre aggiornati sulla diffusione del virus H1N1, l’OMS pubblica un update settimanale sulla pandemia.

Chi verrà vaccinato?

Entro la fine dell’anno dovrebbero essere vaccinati 9 milioni di persone di cui 1,5 milioni di persone che lavorano nei servizi essenziali (il personale sanitario, polizia, il personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali come acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti ecc.) e 7,5 milioni di “civili” scelti fra le categorie a rischio (le persone affette da patologie croniche gravi come cardiopatici, diabetici, asmatici, bronchitici cronici e immunodepressi). Naturalmente però, dal momento che si tratta di un vaccino completamente nuovo dobbiamo aspettare i risultati dei test in corso. Il vaccino è in parte già stato prodotto ma sarà disponibile secondo le previsioni più accreditate, da metà novembre in avanti.

Come si fa a capire se l’abbiamo presa?

Se dopo i primi tre giorni di fase acuta (febbre alta, tosse, mal di gola, male alle ossa e alle articolazioni) i sintomi peggiorano”- continua Michele Lagioia -”Bisogna chiamare subito il medico che provvederà alle cure del caso (e, se necessario, al ricovero). Non bisogna somministrare gli antivirali se non nei casi severi: se saranno necessari, ci penserà il personale medico e sanitario a fornirli al paziente in ospedale.

Cosa bisogna fare per prevenirla?

“Per ora non è necessario fare nulla” continua il dott. Lagioia “Se non le solite precauzioni di igiene: lavarsi spesso le mani ed avere l’accortezza di frequentare con le dovute cautele persone che mostrino sintomi influenzali .Quando saremo prossimi al picco pandemico, bisognerà prendere qualche precauzione in più” continua Michele Lagioia “Evitare i luoghi molto affollati (se si è costretti per esempio a prendere i mezzi pubblici, sarà utile per esempio usare la mascherina), evitare le riunioni in ufficio (lavorare in remoto ormai è abbastanza facile in ogni azienda). Nel caso dei nostri figli, invece, proprio per evitare la facile diffusione dell’influenza, si potrà prendere in considerazione la chiusura temporanea delle scuole“.

Cosa bisogna fare se qualcuno in famiglia la prende?

Sarebbe meglio dedicare una stanza al malato - continua il dott. Lagioia - e se possibile anche un servizio igienico; poi sarebbe buona precauzione evitare di stargli vicino senza precauzioni (basta una mascherina) e magari curare di più la pulizia della stanza lavando le superfici con disinfettanti ed areando spesso. Il malato non è più contagioso dal momento in cui scompaiono i sintomi più gravi (febbre, tosse).

Per ulteriori informazioni, potete chiamare il 1500 del Ministero della Salute (da lunedì a venerdì, 8.00-18.00).

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