- Tags: cellulari, risparmio, skebby, sms, tariffe, telecomunicazioni, telefonini
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Ci sono un italiano, uno spagnolo e un finlandese, che parlano al telefonino. Sembra una barzelletta, ma a differenza del solito, in questo caso è il nostro connazionale a fare la figura del fesso: è quello che paga di più.
Da qualche giorno rimbalza su tutti i media il risultato di una ricerca svolta dall’ authority per le comunicazioni finlandese Ficora. Secondo lo studio gli utenti italiani più penalizzati rispetto ai loro omologhi europei sono quelli che del cellulare fanno un uso intensivo:
Nel terzo profilo scelto dall’Autorità finlandese (100 chiamate da 10 minuti l’una, 200 sms e 50 Mb di dati scaricati), infatti, conquistiamo la palma di Paese più caro di tutti: la bolletta per l’utilizzatore “intensivo” è pari a 201,68 euro, circa il doppio dei 106,71 euro della media europea e sei volte quello che si paga nel Paese, in questo caso meno caro, il Lussemburgo (34,65 euro). Molto staccato, tra l’altro, è il secondo Paese più caro, la Grecia: gli ellenici pagano una media di 155,46 euro.
Questa ricerca si aggiunge a quella realizzata ad agosto dall’Ocse che considera un utilizzo annuale del servizio che comprende 780 minuti di conversazioni, 600 Sms e 8 Mms e che pone l’Italia al di sopra della media nei costi per l’utilizzo mensile: 32 dollari al mese contro 26.
Ma siamo davvero il Paese più caro oltre che il più “telefoninizzato” (con oltre 1,5 apparecchi a persona)? Innanzitutto bisogna notare che questo tipo di studi si riferiscono a un consumatore “tipo” e non tengono conto della tante, troppe offerte che le compagnie telefoniche mettono su piazza. Quindi la prima cosa da fare per tentare di risparmiare un po’ è farsi un “esame di coscienza mobile” : quanto uso il telefonino? Navigo in rete? Sono più chiamate brevi (con scatto alla risposta) o lunghe? Chiamo sempre gli stessi numeri? Chiamo all’estero? Mando sms come un tredicenne in pieno sviluppo ormonale? Una volta risposto, si ottiene la nostra tipologia di consumatore.
E allora si può ricorrere alla rete: un sito che può rivelarsi utilissimo è www.tariffe.it, che comprende una sezione dedicata al confronto di offerte e piani tariffari a seconda della tipologia di consumo. Su www.tariffecellulari.net si possono confrontare i contratti prepagati delle maggiori compagnie (include anche le più nuove come Coop voce e Postemobile) e anche gli abbonamenti per gli smartphone. Su www.migliortariffa.it è possibile ottenere una stima gratuita inviando il tabulato delle proprie chiamate.
Insomma, con informazioni, ricerche, tabelle e calcolatrice si può arrivare a tagliare i costi di uno strumento che ormai è un’appendice delle nostre mani. Ma non solo: gli sms ad esempio rappresentano un tasto dolente, tanto che il garante AgCom ha promesso di intervenire per adeguare il prezzo massimo di ogni messaggino inviato all’interno dei confini nazionali italiani a quello che dal primo luglio prossimo si paga per inviare Sms da un paese UE a un altro: 11 centesimi di euro. Già adesso la maggioranza degli italiani paga meno grazie alle offerte, ma esistono altre vie: se siamo davanti a un computer, ad esempio, i siti che permettono l’invio gratuito di sms sono un’infinità.
Molti richiedono la registrazione, altri no come freesms.giovani.it/.Inoltre ci sono invenzioni tutte italiane come “Skebby“, già definito “lo Skype degli sms“, un programma che installato sui telefonini permette un taglio dei costi per sms intorno al 70%. Come?
Skebby fa sì che il messaggio venga trasmesso via internet da qualunque cellulare attraverso la rete dati, permettendo un risparmio rispetto l’invio sulla rete GSM usata da qualunque altro operatore. (Ma non funziona su tutti i cellulari: per conoscere la disponibilità meglio far visita al sito).
- Martedì 29 Settembre 2009


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Commenti
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Il 29 Settembre 2009 alle 14:01 indigesto ha scritto:
Siamo il Paese delle offerte! Molte famiglie cercano si sbarcare il lunario proprio con le offerte dei supermercati. Se è vero che in tal modo si incentivano i consumi, ovviamente a vantaggio di produttori e distributori,non sarebbe più serio e proficuo per questi fare una migliore politica dei prezzi? E non mi si venga a parlare di libero mercato! Qui c’è solo libera truffa e libero cartello. E lì dove potrebbero intervenire le varie Autority (ma dicono che non possono,ma allora che ci stanno a fare? e i ministri? per andare in TV?) assistiamo solo alla loro libera strafottenza ed al lor libero arricchimento. Tutto in maniera legale, s’intende! Non è per caso che siamo un Paese libero e legale!
Il 14 Ottobre 2009 alle 18:53 indigesto ha scritto:
Le Autorityes sono un’invenzione dei governi della sinistra e da essa nominate nella quasi totalità dei casi. Si vedono che avevano altro da fare, magari allevare asini che non sanno nemmeno ragliare!
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