Una partita a carte o un bel libro al posto della solita fiction. La verdura di stagione dell’orto del vicino invece degli asparagi che arrivano dal Cile. La bici o le gambe al posto dell’auto. Tutti queste sagge scelte a basso impatto ambientale forse un giorno diverranno per noi degli automatismi.
Questo almeno si augura Colin Beavan, scrittore e blogger ecologista che ha vissuto per un anno a New York con la propria famiglia a impatto zero e ne ha poi tratto un libro, “No impact man“, recentemente trasformato in un documentario da lui stesso diretto. Beavan ha scoperto il segreto della vita low impact, lui e i suoi hanno avuto modo di imparare che si può vivere senza alcuni lussi e che alcune rinunce, anche se all’inizio sembrano dure da affrontare, possono a gioco lungo rendere la vita migliore, più sana, più vera. Ora Beavan è pronto a passare alla fase due: convincere anche noi.
Dall’esperienza personale all’evangelizzazione ecologista il passo è breve, specialmente con gli strumenti forniti dal web 2.0. Così sta per partire l’esperimento che permetterà a noi tutti di provare a vivere, per una settimana almeno, riducendo al minimo il nostro impatto ambientale. Io mi iscrivo e cercherò di raccontarvi come me la cavo.
Potete farlo anche voi. Basta andare sul sito No impact project, cliccare sul bottone Try the experiment for a week e seguire le istruzioni. Resta solo da scaricare il manuale, al momento ancora in preparazione, e poi siete pronti. Per renderci le cose più facili Beavan ha creato un percorso che procede per piccoli passi. Il primo giorno si eliminano i rifiuti (niente bicchieri o stoviglie di plastica, via gli involucri inutili), il secondo si aggiunge l’impegno a usare mezzi “verdi” per spostarsi (per me sarà facilissimo, io lavoro in casa), poi sarà la volta della spesa: solo prodotti locali e stagionali. E così via.
Arriverà anche il momento fatidico in cui ci sarà richiesto di risparmiare tutta l’elettricità possibile. Spegnere la tv e cenare a lume di candela saranno i gesti più semplici, mentre credo che avrò difficoltà a rinunciare alla lavatrice, sia pure per pochi giorni. Beavan ha rischiato di farsi lasciare dalla moglie quando le ha imposto un anno di disciplina zen per la quale lei non era affatto pronta. “Si chiama No impact man, è di lui che si tratta, ma tutta la famiglia deve partecipare al progetto!”, ammette vagamente inviperita a un certo punto del film. E invece alla fine ce l’hanno fatta.
Per questo ora sono testimonial di un nuovo modo di vivere e sostengono che alcuni dei comportamenti virtuosi acquisiti nel corso del “progetto” sono diventati irreversibili. Gli imballaggi eccessivi o inutili danno sui nervi, le comodità un tempo irrinunciabili oggi sembrano lussi da pigroni (l’ascensore, il taxi, perfino la metropolitana). Il succo della faccenda è che se avete voglia di risparmiare qualche soldo, mangiare più sano e magari buttare giù un chiletto o due, una vita a basso impatto sembra l’ideale per raggiungere lo scopo.
Una sola settimana ovviamente non basta, certo non a salvare il pianeta. Ma può essere l’assaggio che serve a farci venire voglia di provarci con maggiore entusiasmo tutti i giorni per il resto della vita. Ovviamente siete invitati a condividere la vostra esperienza su Facebook e Twitter. Il video di lancio del progetto (in inglese)
Il trailer del documentario (in inglese)
- Mercoledì 30 Settembre 2009



MONDO SOCIAL
Influenza: come difendersi!
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile
INVERNO SPETTACOLARE
Fotocamere digitali: le nostre prove


Tutto sull‘iPad e l‘iPad2
Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Scienza: le buone notizie del 2011
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011






ULTIMISSIME DAL CES DI LAS VEGAS
Animali: le foto più belle
Le foto più belle ogni settimana 
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 19 Ottobre 2009 alle 16:45 Niente shopping e rifiuti al minimo: così inizia la settimana amica dell’ambiente - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] partecipando al No Impact Week experiment, la settimana a impatto zero promossa dal blog ‘Huffinton Post e ideata da Colin Beavan, l’uomo che [...]
Il 19 Ottobre 2009 alle 16:53 » Niente shopping e rifiuti al minimo: così inizia la settimana amica dell’ambiente - Gregtecnologia ha scritto:
[...] partecipando al No Impact Week experiment, la settimana a impatto zero promossa dal blog ‘Huffinton Post e ideata da Colin Beavan, l’uomo che [...]
Il 19 Ottobre 2009 alle 17:08 » Niente shopping e rifiuti al minimo: così inizia la settimana amica dell’ambiente - Gregnotizie ha scritto:
[...] partecipando al No Impact Week experiment, la settimana a impatto zero promossa dal blog ‘Huffinton Post e ideata da Colin Beavan, l’uomo che [...]
Il 4 Giugno 2010 alle 8:15 Notizie dai blog su Si può vivere a impatto zero? ha scritto:
[...] Settimana a impatto zero: addio tv, bentornate candele No impact Project Una partita a carte o un bel libro al posto della solita fiction. La verdura di stagione dell’orto del vicino invece degli asparagi che arrivano dal Cile. La bici o le gambe al posto dell’auto. Tutti queste sagge scelte a basso impatto ambientale forse un giorno diverranno per noi degli automatismi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]
Il 7 Giugno 2010 alle 8:45 Notizie dai blog su Colin Beavan: come vivere un’anno ad impatto zero ha scritto:
[...] Settimana a impatto zero: addio tv, bentornate candele No impact Project Una partita a carte o un bel libro al posto della solita fiction. La verdura di stagione dell’orto del vicino invece degli asparagi che arrivano dal Cile. La bici o le gambe al posto dell’auto. Tutti queste sagge scelte a basso impatto ambientale forse un giorno diverranno per noi degli automatismi. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.