
Astronauta in orbita (Credit: NASA/nasaimages.org)
La gara è tra Virgin Galactic e Space Adventures. La prima, guidata dal magnate Richard Branson, è la compagnia che promette di farci diventare tutti turisti spaziali. Certo, nulla è in realtà ancora davvero pronto. E quando lo sarà, solo chi ha somme a molteplici zeri depositate sul conto in banca potrà davvero permettersi il lusso di usufruire dei servizi che Branson promette di fornire. Ma dovrà trattarsi di qualcosa di molto simile a una compagnia aerea di linea, solo che la destinazione dei suoi viaggi sarà l’orbita terrestre.
Quanto alla Space Adventures, la sua promessa è di mandare in orbita due turisti spaziali a bordo di una navicella Soyuz a partire dal 2012. La società americana è infatti stata autorizzata dall’Agenzia Spaziale federale russa Roscosmos a selezionare potenziali candidati all’esotica vacanza. “Abbiamo lavorato a questo progetto per diversi anni”, ha dichiarato al sito di news russo Rianovosti il capo dell’ufficio di Space Adventures in Russia Sergey Kostenko. “Ogni Soyuz trasporterà due turisti spaziali e un astronauta professionista. Uno dei due turisti dovrà seguire un corso di addestramento della durata di un anno e mezzo come ingegnere di volo”.
Non proprio una vacanza, dunque. E non sarà nemmeno a buon mercato. Al momento un viaggio a bordo della Soyuz con destinazione la Stazione Spaziale Internazionale, della durata di 10 giorni, costa a un turista spaziale, come Guy Laliberté, il miliardario canadese che vi si trova al momento (per una buona causa), circa 35 milioni di dollari. Non stupisce che fra i primi a prenotarsi ci sia stato Sergey Brin, uno dei fondatori di Google. I due posti-passeggero che Space Adventures promette sono disponibili grazie al fatto che la società russa RSC Energia, che fabbrica le navicelle Soyuz, si è detta in grado di poterne produrre cinque all’anno invece di quattro, il che ne lascia una “libera” proprio per uso turistico.
Ammesso che questo sogno diventi realtà, chiunque avrà il privilegio di fare le ferie nello spazio nel 2012 non potrà certo vantarsi di essere stato il primo. La storia del turismo spaziale è infatti cominciata nel 2001, quando l’imprenditore americano Dennis Tito ha visitato la Stazione Spaziale Internazionale. Sono seguite le “gite” del miliardario sudafricano del ramo computer Mark Shuttleworth, nel 2002, e dell’imprenditore e scienziato Usa Gay Olsen nel 2005. Nel 2006 è stato il turno della prima donna, la cittadina americana di origini iraniane Anousheh Ansari. L’anno scorso toccò a Richard Garriott, figlio dell’astronauta della Nasa Owen Garriot. E, in barba al guru di Internet Brin, che è per ora solo in lista d’attesa, un pezzo grosso di Microsoft, Charles Somonyi, nello spazio ci è andato già due volte, sempre a bordo della Soyuz, nel 2007 e nel 2009. Destinazione? Quella di sempre: la Stazione Spaziale. Chissà cosa ne pensano gli astronauti che stanno lassù a lavorare. C’è da sperare che un po’ di compagnia possa fargli piacere, ma se dovessero avverarsi le promesse di Space Adventures potrebbero trasformarsi in breve tempo da eremiti siderali, grati di un po’ di calore umano, a residenti di meta turistica arcistufi dell’assalto dei vacanzieri.
- Lunedì 5 Ottobre 2009
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Il 15 Giugno 2010 alle 17:30 La tua faccia nello spazio: con la NASA le foto vanno in orbita… - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] nello spazio anche senza spendere i 20 milioni di dollari che nel 2001 pagò Dennis Tito, primo turista spaziale della storia, per rimanere 7 giorni in [...]
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