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	<title>Hitech e Scienza &#187; Password rubate: il ladro va dove l’utente abbocca</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Password rubate: il ladro va dove l’utente abbocca</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto.catania</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le chiavi per entrare negli account di posta sarebbero state consegnate ai malfattori proprio dai legittimi proprietari...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6311" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-6311" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2009/10/phishing.jpg" alt="Phishing (credits Oit)" width="500" height="368" /><p class="wp-caption-text">Phishing (credits Oit)</p></div>
<p>Dareste le vostre chiavi di casa a uno sconosciuto se ve le chiedesse? Certamente no. Eppure la risposta non è così scontata quando si tratta di custodire le chiavi che aprono le porte di  <strong>Internet</strong>. Questo almeno è ciò che viene da pensare dinnanzi all’<a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1218272/Microsoft-Hotmail-accounts-hacked-posted-online.html">epidemia di password rubate</a> che ha coinvolto in questi giorni i principali provider di <strong>posta elettronica</strong>, dapprima <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8291268.stm">Hotmail</a>, e poi anche <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2009/10/06/visualizza_new.html_965609169.html"></a><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2009/10/06/visualizza_new.html_965609169.html">Google e Yahoo</a>.<br />
<span id="more-6308"></span></p>
<p>Perché - <a href="http://www.neowin.net/news/main/09/10/05/thousands-of-hotmail-passwords-leaked-online">a quanto pare</a> - dietro agli  oltre 30 mila casi di password sottratte (prima) e pubblicate (poi) non c’è nessuna violazione dei sistemi informatici, ma l&#8217;ennesimo caso di <strong>phishing</strong>. Le chiavi per entrare dentro gli account di posta, in sostanza, sarebbero state consegnate ai malfattori proprio dai legittimi proprietari, ingannati dagli ormai noti (ma evidentemente non a tutti) messaggi &#8220;esca&#8221;.</p>
<p>“Non riesco a credere che nel 2009 (praticamente nel 2010) queste cose possano succedere ancora&#8221; commenta stizzito Nicholas Deleon dalle pagine di <a href="http://www.crunchgear.com/2009/10/07/dear-friends-please-stop-falling-for-phishing-attacks/">Crunchgear</a>. Come dargli torto?  Certo, su Internet  lo sconosciuto si presenta sempre più spesso  con sembianze identiche in tutto e per tutto a quelle del nostro &#8220;padrone di casa&#8221;. Ma, continua Deleon, dovrebbe essere ormai chiaro che nessuno può chiederci i nostri <strong>dati personali</strong> per verificare il nostro account di posta  (a meno che, ovviamente, non si tratti del primo accesso).</p>
<p>Aggiungiamo noi. Meglio ancora sarebbe evitare di utilizzare gli stessi username e password per tutti i servizi web ai quali abbiamo accesso, soprattutto se fra questi ci sono anche quelli di <strong>home banking</strong>. Sembra scontato, ma evidentemente non lo è.</p>
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