- Tags: chat, Facebook, internet, lavoro
- 4 commenti

AP Photo/Thomas Kienzle
Prendete una giornata lavorativa media e sommate tutti i minuti che trascorrete “a zonzo” in Rete: su Facebook, ad esempio, ma anche sul vostro account di posta personale, sulla vostra chat del cuore e su tutti gli altri lidi del web che – diciamo così – non sono “strettamente legati” alla vostra attività. Se superate i 20 minuti complessivi sappiate che siete probabilmente fuori dai limiti tollerati dal vostro capo. Vi sembra eccessivo?
Eppure, secondo una ricerca commissionata da Trend Micro all’istituto A&F Research, pare proprio che l’utilizzo libero di Internet sul posto di lavoro sia fra le voci più indigeste dalle aziende italiane, che lo considerano addirittura più controproducente delle pause durante gli orari di ufficio. Il 68% delle aziende italiane – si legge sul documento – non accetta di buon grado che i propri dipendenti trascorrano più di 20 minuti in Rete per scopi non professionali.
Lo studio, condotto su un campione di 150 imprese italiane, ci dice che sono soprattutto le aziende più piccole (da 10 a 50 dipendenti) le meno tolleranti: solo il 26,3% di esse, infatti, chiuderebbe un occhio oltre la fatidica soglia dei 20 minuti, contro il 44% delle aziende più grandi (da 51 a 250 dipendenti).
Ma quali sono le “aree” del web che finiscono nella lista nera? Al primo posto ci sono ovviamente i siti pornografici (56,2%), seguiti dai giochi (41,8%) e dalle scommesse (37,9). Va un po’ meglio a chi fa acquisti online (attualmente non consentiti dal 27,5%), a chi va alla ricerca di altri posti di lavoro (16,3%) o a chi fa uso del proprio account personale di posta (13,1 %),
E le chat e i social network? Finora le aziende si sono dimostrate tutto sommato “liberali” (attualmente sono vietati nel 28% dei casi), ma la tendenza per il futuro è uno stretto giro di vite, soprattutto nelle intenzioni delle imprese più piccole. Che, sottolinea la ricerca, potrebbero così seguire la strada già intrapresa dalle aziende più grandi, che già nel 42% dei casi vietano Facebook, Messenger e tutti i loro derivati.
Sembrerebbe dunque che le recenti ricerche sull’utilità di questi strumenti sul posto di lavoro non abbiano fatto grande presa sulle nostre aziende. Una cosa è certa. Gli utenti stanno cambiando il loro modo di condividere l’informazione, anche sul lavoro. Questione di comodità, o forse semplicemente segno dei tempi che cambiano. E le aziende, presto o tardi, dovranno trovare una soluzione. Che non sia quella del mero divieto.
- Mercoledì 14 Ottobre 2009


MONDO SOCIAL
Influenza: come difendersi!
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile
INVERNO SPETTACOLARE
Fotocamere digitali: le nostre prove


Tutto sull‘iPad e l‘iPad2
Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Scienza: le buone notizie del 2011
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011






ULTIMISSIME DAL CES DI LAS VEGAS
Animali: le foto più belle
Le foto più belle ogni settimana 
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Novembre 2009 alle 14:50 Facebook, sesso e giochi online: al Policlinico Gemelli si cura la Web-dipendenza - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] circa il 10% degli utenti di Facebook è potenzialmente a rischio (giustificando in un certo senso le paure delle aziende). E che, oltre ai social network, sono soprattutto la pornografia e i giochi online (sia quelli [...]
Il 3 Novembre 2009 alle 15:05 » Facebook, sesso e giochi online: al Policlinico Gemelli si cura la Web-dipendenza - Gregtecnologia ha scritto:
[...] circa il 10% degli utenti di Facebook è potenzialmente a rischio (giustificando in un certo senso le paure delle aziende). E che, oltre ai social network, sono soprattutto la pornografia e i giochi online (sia quelli [...]
Il 23 Aprile 2010 alle 21:26 Docs e Open Graph: Facebook si prende un’altra fetta di Web - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] da storcere il naso. Facebook è ancora considerato uno strumento poco professionale, tanto che la maggior parte delle aziende lo considera nocivo. E poi, diciamoci la verità, viene difficile pensare di pubblicare un documento di valore nello [...]
Il 9 Luglio 2010 alle 17:01 Notizie dai blog su Un sito web non è un lavoro da "5 minuti" ha scritto:
[...] Facebook e chat sul lavoro? Non più di 20 minuti al giorno AP Photo/Thomas Kienzle Prendete una giornata lavorativa media e sommate tutti i minuti che trascorrete “a zonzo” in Rete: su Facebook , ad esempio, ma anche sul vostro account di posta personale, sulla vostra chat del cuore e su tutti gli altri lidi del web che – diciamo così – non sono “strettamente legati” alla vostra attività. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.