Idee verdi tra innovazioni e bufale

Biosfera (Credit: Philips)

Biosfera (Credit: Philips)

La biosfera? Adesso potresti tenertela in cucina. I lampioni stradali? Vanno a energia solare ed eolica, almeno in una strada di Tokyo. I cataclismi causati dai cambiamenti climatici? Puoi evitarli con l’unità di sopravvivenza individuale Survivaball. Risparmio energetico: con l’energia di chi fa sport in palestra si portano a casa i pendolari. L’aereo emette troppi gas serra? Puoi dare una mano anche tu: fai pipì prima di imbarcarti. La tentazione di farvi il quiz è irresistibile: quali di queste notizie sono vere e quali delle sonore prese in giro?


Cominciamo dalla biosfera in cucina, che è una specie di acquario realmente progettato da Philips che dovrebbe consentire a chi se lo mette in casa di avvicinarsi all’autosufficienza alimentare. Vi si coltivano alghe e piante e vi si allevano pesci e crostacei, i vari settori sono interdipendenti tra loro e forniscono il nutrimento l’uno all’altro. Resto dell’idea che l’orto in terrazzo sia più pittoresco e svolga pure la pregevole funzione di antistress naturale, ma resta il fatto che le aziende strizzano l’occhio al trend dei consumi sostenibili e propongono soluzioni, per lo meno sotto forma di avveniristici prototipi, che vanno in quella direzione.

Come il progetto di un architetto americano che ha messo a punto, insieme al fratello personal trainer, una palestra navigante, River Gym che consiste in una specie di capsula che forse un giorno potremmo veder navigare sul fiume Hudson a New York. Grazie all’energia sprigionata da chi butta giù la pancetta pedalando sulla cyclette o correndo sul tapis roulant, Rive Gym trasporta anche passeggeri, fungendo di fatto da mezzo di trasporto. Insomma, un modo furbo di sfruttare l’energia cinetica e consentire a chi corre come un criceto nella sua ruota di andare finalmente da qualche parte, e cambiare panorama mentre si allena.

E veniamo ora ai lampioni che illuminano grazie al sole e al vento. Ecco qualcosa di più di un prototipo. Si tratta di un lampione installato fuori dal Panasonic Center di Tokyio e che per tutto il giorno immagazzina sole e vento che servono ad alimentare la lampada di notte. Qui un video che lo mostra in azione.

Ed eccoci a Survivaball, un’unità di sopravvivenza frutto della ricerca delle più grandi corporation americane, da Exxon Mobil a Texaco, da Monsanto a Shell, da Hulliburton a General Motors, come risposta al problema dei cambiamenti climatici. Invece di perdere tempo in summit globali, di compilare lunghi e barbosi protocolli di intesa per ridurre le emissioni, meglio pensare al “worst case scenario“, lo scenario peggiore, e cercare una soluzione “cucita addosso” agli individui. La soluzione è questa palla che protegge dal caldo e dal freddo, rimbalza a meraviglia e poi ricicla tutto, comprese pipì e popò. E nel frattempo vi fa anche gli esami medici. Survivaball vi protegge dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, qualunque esse siano: era glaciale, uragani, innalzamento delle acque… “Per una felice permanenza sul nostro pianeta che cambia”, come a dire: si salvi chi può, cioè chi se lo può permettere. Se la sono inventata gli Yes Men, un gruppo di guastatori che con le loro incursioni si fingono rappresentanti del grande capitale per  metterlo alla berlina. Hanno presentato la palla, è proprio il caso di dirlo, in numerose occasioni pubbliche dove sono stati anche presi sul serio. Ora negli Usa esce il loro film The Yes Men fix the world, (gli Yes men aggiustano il mondo), in cui se la prendono estesamente con tutte le aziende che si fanno belle parlando di responsabilità ambientale ma nella realtà non hanno alcun interesse a perseguirla. Intanto ci si può divertire con i loro spassosi video.

La finta pubblicità di Survivaball (in inglese)

Infine i voli, croce e delizia delle nostre vacanze: costano sempre meno, ma prenderli ci fa stare sempre peggio, perché ormai non possiamo più ignorare il fatto che siano responsabili di una bella fetta di emissioni di gas a effetto serra. Che fare? La compagnia giapponese All Nippon Airways, notizia vera, sta sperimentando per il mese di ottobre un sistema molto semplice di alleggerire il carico, consumando meno carburante e tagliando quindi un po’ di emissioni. Chiede cortesemente ai passeggeri di far pipì prima di imbarcarsi su uno dei loro voli. Se l’esperimento funziona, cioè se i circa 60 kg di peso in meno a volo aiutano effettivamente a contenere costi ed emissioni, la All Nippon potrebbe istituzionalizzare l’invito alla toilette. E così Michael O’Leary, patron di Ryanair, non sarebbe più solo nella sua missione di umiliare i passeggeri.

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