
AP Photo/Jens Meyer
Prima l’iniziativa (a dir poco controversa) per digitalizzare tutti i libri del Pianeta, ora l’annuncio di un servizio che offrirà titoli da acquistare (e leggere) ovunque. Cosa si nasconde dietro all’interesse di Google per i libri? Un’improvvisa vena culturale? Il desiderio di essere amata per via dei suoi ideali filantropici? “Camuffare questo leviatano da tenero gattino è sempre più difficile”, ha scritto qualche tempo fa il Financial Times. Ma a ben vedere BigG non si è mai nascosta dietro a un dito. E ora che le carte sono state (quasi) tutte scoperte le motivazioni che stanno guidando i vertici di Mountain View si fanno sempre più evidenti.
Chiariamo un concetto, per quanto banale: Google non scrive, non stampa, non pubblica. E’ semplicemente una socità guidata dal profitto che vuole investire in un mercato sul quale c’è grande interesse, quello dei libri in formato digitale: solo negli Stati Uniti, fa notare Forrester, ci saranno 3 milioni di lettori di e-book entro la fine dell’anno, che potrebbero diventare 10 entro la fine del 2010.
E a conti fatti, Mountain View ha già in casa tutto ciò che serve per far viaggiare questo business: un motore di ricerca che è l’essenza stessa di Internet, un browser, un sistema di pagamento fatto apposta per il Web e, da qualche tempo, anche un sistema operativo. Si potrebbe dire che Google stia invitando gli editori a dirottare un po’ del traffico di vendita sulla sua strada. Che è poi un’autostrada, con tanto di pedaggio: il 37% della vendita dei contenuti che transiteranno da Google Editions finirà infatti nelle tasche del colosso americano.
In un contesto di questo tipo si capisce perché Google non abbia interesse a sviluppare un sistema di lettura proprietario come può essere il Kindle di Amazon. Per avere accesso alla biblioteca della grande G, di fatto, basterà un qualsiasi dispositivo dotato di display e connessione a Internet: un notebook, dunque, ma anche uno smartphone o forse addirittura lo stesso Kindle. E se anche Apple entrasse in scena? Nessun problema, c’è spazio per tutti. Basta essere “aperti” di vedute.
L’obiettivo, in fondo, è quello di sempre: avere il controllo sull’informazione digitale, in tutte le sua forme.
- Martedì 20 Ottobre 2009


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Il 27 Ottobre 2009 alle 10:42 YouTube, gli U2 e la musica: Google alza il volume - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] strategia più moderata rispetto a quella adottata sul versante libri, dove Google si è esposta in prima persona nei panni del mercante di titoli. Ma non bisogna [...]
Il 27 Ottobre 2009 alle 11:48 » YouTube, gli U2 e la musica: Google alza il volume - Gregtecnologia ha scritto:
[...] strategia più moderata rispetto a quella adottata sul versante libri, dove Google si è esposta in prima persona nei panni del mercante di titoli. Ma non bisogna [...]
Il 27 Ottobre 2009 alle 13:33 Musica/GRANDE EVENTO SU INTERNET: CONCERTO INTEGRALE DEGLI U2 (Guarda video di terni magazine) | Terni Magazine ha scritto:
[...] “sfruttamento” e, quindi, dal suo potenziale acquisto. Una strategia più moderata rispetto a quella adottata sul versante libri, dove Google si è esposta in prima persona nei panni del mercante di titoli. Ma non bisogna [...]
Il 4 Febbraio 2010 alle 12:34 E se Google si facesse il suo iPad? - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] dei google-fonini e che ora potrebbe essere rilanciato in salsa business (magari con il supporto di Google Editions per la parte di vendita dei libri [...]
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