Il mouse è morto? No, è diventato magico

Il Magic Mouse di Apple (credits: Apple)

Il Magic Mouse di Apple (credits: Apple)

Spulciando fra le novità annunciate da Apple questa settimana leggiamo dell’introduzione di un accessorio destinato a far parlare molto di sé: si chiama Magic Mouse ed è di fatto il primo mouse senza tasti e senza fili della storia.

Magia? A dire il vero non c’è trucco né inganno, ma solo una delle tante declinazioni del multitouch, la tecnologia che (prima) ha fatto dell’iPhone una gallina dalle uova d’oro e (poi) rivoluzionato il nostro modo di interagire con i dispositivi elettronici.

Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, se non fosse che questa volta la filosofia del “tocco” è stata applicata a un oggetto che, a parte qualche piccola evoluzione, è fedele a sé stesso da più di 40 anni. Da quando cioè – nel 1968 – il suo inventore Douglas C. Engelbar lo presentò al mondo.

Ma come funziona in concreto il nuovo mouse “magico” di Apple? Immaginate un mouse completamente liscio che capisce i movimenti del vostro polpastrello, anzi dei vostri polpastrelli (giacché, come suggerisce il nome, il multitouch è nato per un uso multiplo delle dita) e di trasmetterli via Bluetooth al vostro computer. Col vantaggio di svolgere più funzioni di quelle di un normale mouse, come ad esempio scorrere in qualsiasi direzione testi, fotografie, immagini e  pagine web. Una demo ci aiuta a comprendere meglio di che si tratta.

Il risultato è senza dubbio d’impatto,  tant’è che qualcuno già si chiede se non sia questo - e non il nuovo Windows 7 - il vero passapartout per portare il multitouch anche nel mondo desktop.

Ma c’è anche chi smorza gli entusiasmi: “La curvatura bianca e morbida del guscio combinata con le sfumature argento della “pancia” del mouse farebbe venire l’acquolina in bocca a qualsiasi fan della Mela, ma avvertiamo i potenziali acquirenti di recarsi all’Apple Store più vicino prima di fare il grande passo, perché potrebbero rimanere delusi”, commenta l’autorevole Cnet che critica la scomodità e la scarsa flessibilità del sistema di controllo, che oltretutto allo stato attuale non permette di creare istruzioni personalizzate.

Come dire, la strada per mandare in pensione il buon vecchio mouse è ancora lunga. Il dado però è tratto e state pur certi che il Magic Mouse non sarà certo l’ultimo prodotto del genere. Anche questa volta, però, Apple è arrivata prima.

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