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	<title>Hitech e Scienza &#187; Niente carne e meno figli, così si salva la Terra</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Niente carne e meno figli, così si salva la Terra</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 14:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.buonadonna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio del World Watch Institute oltre la metà delle emissioni globali sarebbero dovute al bestiame. E c'è chi sostiene che il controllo delle nascite sia l'arma migliore contro i cambiamenti climatici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Stile da mucca " href="http://gallery.panorama.it/gallery/uomini_e_altri_animali/177739_stile_da_mucca.html"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/07/03/4a4dfaf4cf0f6_normal.JPG" border="0" alt="Stile da mucca " width="520" /> </a></p>
<div class="gallery_dida">
<p><em>Credits: Ansa/ EPA/MICHAEL BAHLO</em></div>
<p><strong>Volete salvare il pianeta? Allora diventate vegetariani.</strong> L&#8217;invito arriva da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Stern,_Baron_Stern_of_Brentford" target="_blank">Lord Nicholas Stern</a>, economista già senior vicepresident della Banca Mondiale, autore nel 2006 del <a href="http://webarchive.nationalarchives.gov.uk/+/http://www.hm-treasury.gov.uk/independent_reviews/stern_review_economics_climate_change/stern_review_report.cfm" target="_blank">Rapporto Stern</a> sui cambiamenti climatici che è alla base della politica ambientale del Governo inglese. Dalle colonne del <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article6891362.ece" target="_blank">Times</a>, Lord Stern, che è anche autore dell&#8217;interessante volume <a href="http://www.bol.it/libri/Un-piano-per-salvare-pianeta/Nicholas-Stern/ea978880717165/" target="_blank">Un piano per salvare il pianeta</a>, da poco uscito in Italia, ricorda che il bestiame è una fonte significativa di metano, un gas il cui effetto sul riscaldamento del pianeta è 23 volte più potente rispetto a quello dell&#8217;anidride carbonica.<br />
<span id="more-6750"></span><br />
Se trasporti, attività produttive ed estrattive, imballaggi eccessivi ed eccessivi rifiuti sono tutti aspetti che entrano nel novero di ciò che causa le emissioni di gas responsabili dell&#8217;effetto serra, ciò che mangiamo non è affatto esente dal peccato originale.</p>
<p>Per convincere i cittadini britannici della necessità di dare un taglio al consumo di carne, cosa che chiaramente ha subito fatto infuriare i lavoratori del settore, Stern cita i dati della <a href="http://www.fao.org/newsroom/en/news/2006/1000448/index.html" target="_blank">Fao </a>secondo cui<strong> il 18 per cento di tutte le emissioni di gas serra</strong> prodotte annualmente sarebbe <strong>imputabile all&#8217;allevamento del bestiame</strong>. Parecchio, non trovate? Beh, la notizia è che forse questa cifra è ampiamente sottostimata e il bestiame sarebbe in realtà responsabile per il <strong>51 per cento</strong> delle emissioni annue di gas serra. A sostenerlo è uno studio pubblicato dalla rivista del <a href="http://www.worldwatch.org/" target="_blank">World Watch Institute</a> (<a href="http://www.worldwatch.org/files/pdf/Livestock%20and%20Climate%20Change.pdf" target="_blank">qui </a>il Pdf) che spiega di quante emissioni correlate all&#8217;allevamento non si è tenuto conto.</p>
<p>Si comincia dal <strong>respiro degli animali</strong>: l&#8217;anidride carbonica che produce sarebbe responsabile per il 21 per cento dei gas serra dovuti alle attività umane. Quindi c&#8217;è la <strong>deforestazione</strong> perpetrata per far spazio agli allevamenti e alle terre dove coltivare il mangime per gli animali: le foreste assorbono CO2, meno ce n&#8217;è più ne rimane in atmosfera. E poi c&#8217;è il <strong>metano</strong>: secondo la Fao il 37 per cento del metano dovuto alle attività umane viene dal bestiame. Siccome si tratta di un gas che scalda l&#8217;atmosfera assai più della CO2, ma che <strong>persiste &#8220;solo&#8221; per circa 8 anni contro gli oltre 100 dell&#8217;anidride carbonica</strong>, una riduzione significativa del bestiame causerebbe una riduzione della concentrazione di gas serra in tempi piuttosto rapidi.</p>
<p>In ultima analisi, dato che le proiezioni dicono che <strong>da qui al 2050 la popolazione mondiale dovrebbe aumentare del 35 per cento</strong>, superando i 9 miliardi di persone, si può supporre che il bestiame per sfamarla aumenti in proporzione, il che rappresenterebbe una vera catastrofe ambientale. La conclusione è che dovremmo quindi non solo mangiare meno carne ma anche fare meno figli? <strong>Il controllo delle nascite può essere la risposta al dilemma climatico? </strong>Lo sostiene uno <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/09/14/AR2009091403308.html" target="_blank">studio </a>della London School of Economics (<a href="http://www.optimumpopulation.org/reducingemissions.pdf" target="_blank">qui </a>il file in Pdf), sponsorizzato dall&#8217;<a href="http://www.optimumpopulation.org/opt.aboutus.html" target="_blank">Optimum Population Trust</a>, una think tank inglese che porta avanti una campagna per il controllo delle nascite nel Regno Unito, proprio in chiave ambientalista.</p>
<p>Ed è meglio che a fare meno figli, almeno evitando quelli fuori programma, siano per primi gli abitanti dei paesi ricchi. Un&#8217;altra <a href="http://oregonstate.edu/ua/ncs/archives/2009/jul/family-planning-major-environmental-emphasis" target="_blank">ricerca </a>svolta negli Stati Uniti dalla Oregon State University ha evidenziato che l&#8217;impatto a lungo termine di ogni nuovo cittadino americano, e dei suoi discendenti, è pari a 160 volte quello di un nuovo nato in Bangladesh.</p>
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