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	<title>Hitech e Scienza &#187; Clima: negli Usa avanzano i negazionisti</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 18:27:16 +0000</pubDate>
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		<title><![CDATA[Clima: negli Usa avanzano i negazionisti]]></title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.buonadonna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Rispetto al 2007 meno americani credono che il riscaldamento globale sia una minaccia. Intanto a Barcellona si apre l'ultima tornata di negoziati prima di Copenaghen]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="size-full wp-image-6860 " src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2009/11/terra-a-bagno.jpg" alt="Terra a bagno? (Credit: http://www.flickr.com/photos/nattu/3945439186/)" width="500" height="360" />
<p>L&#8217;Europa chiama, ma gli Usa risponderanno? La risposta a questa domanda è probabilmente quella che deciderà tra fumata bianca e fumata nera ai negoziati di Copenaghen, dove a dicembre il mondo sarà chiamato a trovare un accordo su come frenare il cambiamento climatico. Al recente vertice di Bruxelles l&#8217;Unione Europea (<a href="http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/pdf/speeches_20091030_en.pdf" target="_blank">qui</a>, in inglese, il testo del discorso del Presidente della Commissione Barroso in Pdf) ha proposto <strong>un pacchetto di aiuti ai paesi più poveri per un importo di 100 miliardi di euro l&#8217;anno</strong> fino al 2020. Ma la Ue non ha intenzione di metterceli tutti di tasca propria e chiede agli altri paesi, e in particolare agli Stati Uniti, di <strong>condividere il fardello</strong>.<br />
<span id="more-6856"></span><br />
Negli Usa intanto i lavori della commissione Ambiente del Senato che sta per esaminare il <a href="http://climatebill.org/climate-bill-101/" target="_blank">disegno di legge sul clima</a> sono <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/11/01/AR2009110102593.html" target="_blank">ostacolati</a> dall&#8217;incessante lavoro delle lobby che hanno interesse a mantenere lo status quo: aziende petrolifere in testa.</p>
<p>In questo quadro difficile, <strong>che opinione ha Joe l&#8217;idraulico?</strong> L&#8217;americano medio, che è abituato a comprare la benzina per pochi soldi, a guidare dappertutto, a consumare a più non posso, a comprare e buttare via merci a un ritmo vertiginoso, cosa ne sa e cosa ne pensa dei cambiamenti climatici? E&#8217; disposto a modificare un po&#8217; il suo stile di vita, a pagare di più per le risorse energetiche al fine di proteggere il pianeta da una catastrofe ecologica? A quanto emerge da un <a href="http://people-press.org/report/556/global-warming" target="_blank">sondaggio </a>svolto dal Pew Research Center pare che la maggioranza degli americani consideri i cambiamenti climatici un serio problema. Peccato che a pensarla così nel 2007 fosse il 77 per cento degli intervistati, mentre nel 2009 i &#8220;preoccupati&#8221; sono scesi al 65 per cento.
<p>A cosa si deve questo <strong>aumentato scetticismo</strong>? Nell&#8217;ultimo anno il pubblico americano è stato bersagliato da messaggi contraddittori e i politici che mettono in dubbio l&#8217;attendibilità dei dati scientifici a suffragio del riscaldamento globale dovuto alle attività umane hanno fatto sentire con maggior forza la propria voce. E Obama? Il presidente premio Nobel per la Pace, l&#8217;uomo nuovo che ha vinto le primarie prima e le elezioni dopo con lo slogan <em>Yes We Can</em> non ha ancora dimostrato di essere all&#8217;altezza delle aspettative. <strong>Chi in Europa si attendeva un cambiamento epocale nella politica ambientale degli Stati Uniti finora è rimasto a bocca asciutta</strong>: ai discorsi e alle <a href="http://www.barackobama.com/issues/newenergy/index.php" target="_blank">promesse </a>non sono ancora seguiti fatti concreti e pare difficile che il Congresso Usa sia in grado di licenziare una legge utile prima di Copenaghen.</p><p style="float: left;"><div style="width:500px;">
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</div></p></p>
<p>Intanto parte <strong>a Barcellona l&#8217;ultima tornata di </strong><a href="http://unfccc.int/meetings/intersessional/barcelona_09/items/5024.php" target="_blank"><strong>negoziati</strong> </a>prima del vertice danese. Dal 2 al 6 novembre i negoziatori di 175 nazioni si incontrano per sciogliere i nodi più controversi i vista del nuovo trattato. I punti su cui manca ancora un accordo sono i <strong>tagli alle emissioni</strong> dei paesi ricchi, le azioni dei paesi poveri per rallentare le loro emissioni, <strong>nuovi finanziamenti e nuova tecnologia</strong> per i paesi in via di sviluppo.</p>
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