
(Credits: AP Photo/Damian Dovarganes)
Internet Addiction Disorder: tecnicamente si definisce così la dipendenza da Internet. Una vera e propria patologia, secondo una parte della medicina, che colpisce chi fa un uso ossessivo del Web. E che coinvolge un numero sempre crescente di persone, soprattutto giovani.
Ad arginare il fenomeno ci proverà d’ora in poi anche il Policlinico Gemelli di Roma, con il suo primo ambulatorio dedicato alla cura della dipendenze da Internet.
È lo stesso Ospedale romano ad annunciarlo con un comunicato nel quale si spiega che il nuovo centro si occuperà di curare la dipendenza da Internet proprio come si fa con l’alcol, la droga o il gioco d’azzardo. E che ci fornisce anche tutta una serie di informazioni su un fenomeno che – a quanto pare - è sottovalutato.
Scopriamo, infatti, che circa il 10% degli utenti di Facebook è potenzialmente a rischio (giustificando in un certo senso le paure delle aziende). E che, oltre ai social network, sono soprattutto la pornografia e i giochi online (sia quelli d’azzardo che quelli di ruolo) la causa principale della Web-dipendenza.
Scopriamo poi che esistono sintomi ben precisi che preannunciano l’insorgere del disturbo: il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in Rete per ottenere soddisfazione, la riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet, lo sviluppo – lontani dalla Rete – di stati di agitazione psicomotoria, ansia e depressione, o ancora il dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla Rete.
Il problema diventa patologico, però, “quando aumentano progressivamente le ore di collegamento e diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone care, agli amici e alla famiglia, quando il virtuale acquista una importanza maggiore della vita reale dalla quale il soggetto tende a estraniarsi sempre più creando problemi in ambito familiare, lavorativo, scolastico”. Fino ad arrivare al vero e proprio malessere fisico che può manifestarsi con deprivazione del sonno, mal di schiena, affaticamento oculare, e la cosiddetta sindrome del tunnel carpale.
Ma come si cura in concreto la dipendenza da Internet? Il protocollo di intervento – spiega lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore del centro – è strutturato in tre passi: un colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza, una serie di incontri successivi per individuare la psicopatologia che sta dietro al problema (da arginare eventualmente con farmaci appropriati) e l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione con lo scopo di riattivare il contatto con il mondo reale.
Nota: Chi volesse saperne di più sul proprio stato di dipendenza da Internet può effettuare il test proposto da ReStart, centro americano che proprio come l’ambulatorio romano ha come mission il recupero degli “Internet-addicted”. Tenendo presente che si tratta – manco a farlo apposta – di un test online.
- Martedì 3 Novembre 2009


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