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	<title>Hitech e Scienza &#187; Facebook, sesso e giochi online: al Policlinico Gemelli si cura la Web-dipendenza</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Facebook, sesso e giochi online: al Policlinico Gemelli si cura la Web-dipendenza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto.catania</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La ricetta dell'ospedale romano per uscire dal “tunnel” di Internet]]></description>
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<div id="attachment_6923" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><em><em><img class="size-large wp-image-6923" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2009/11/lapresse_182154_cadd201_ap-large.jpg" alt="(Credits: AP Photo/Damian Dovarganes)" width="500" height="332" /></em></em><p class="wp-caption-text">(Credits: AP Photo/Damian Dovarganes)</p></div>
<p><em>Internet Addiction Disorder</em>: tecnicamente si definisce così la <strong>dipendenza da Internet</strong>. Una vera e propria patologia, secondo una parte della medicina, che colpisce chi fa un uso ossessivo del Web. E che coinvolge un numero sempre crescente di persone, soprattutto giovani.</p>
<p>Ad arginare il fenomeno ci proverà d&#8217;ora in poi anche il <strong>Policlinico Gemelli</strong> di Roma, con il suo <a href="http://www.policlinicogemelli.it/pre/?ox=p&amp;hw=5&amp;prel=2&amp;id_prestazione=8199">primo ambulatorio dedicato alla cura della dipendenze da Internet</a>.</p>
<p>È lo stesso Ospedale romano ad annunciarlo con un <a href="http://www.policlinicogemelli.it/area/?hw=5&amp;s=348&amp;id=3019">comunicato</a> nel quale si spiega che il nuovo centro si occuperà di curare la dipendenza da Internet proprio come si fa con l’alcol, la droga o il gioco d’azzardo.  E che ci fornisce anche tutta una serie di informazioni  su un fenomeno che – a quanto pare - è sottovalutato.<br />
<span id="more-6922"></span></p>
<p>Scopriamo, infatti, che circa il 10% degli utenti di <strong>Facebook</strong> è potenzialmente a rischio (giustificando in un certo senso <a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2009/10/14/facebook-e-chat-sul-lavoro-non-piu-di-20-minuti-al-giorno/">le paure delle aziende</a>). E che, oltre ai social network, sono soprattutto la <strong>pornografia</strong> e i <strong>giochi online</strong> (sia quelli d’azzardo che quelli di ruolo) la causa principale della Web-dipendenza.</p>
<p>Scopriamo poi che esistono <strong>sintomi</strong> ben precisi che preannunciano l’insorgere del disturbo: il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in Rete per ottenere soddisfazione, la riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet, lo sviluppo – lontani dalla Rete – di stati di agitazione psicomotoria, ansia e depressione, o ancora il dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla Rete.</p>
<p>Il problema diventa patologico, però, “quando aumentano progressivamente le ore di collegamento e diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone care, agli amici e alla famiglia, quando il virtuale acquista una importanza maggiore della vita reale dalla quale il soggetto tende a estraniarsi sempre più creando problemi in ambito familiare, lavorativo, scolastico”. Fino ad arrivare al vero e proprio <strong>malessere fisico</strong> che può manifestarsi con deprivazione del sonno, mal di schiena, affaticamento oculare, e la cosiddetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tunnel_carpale">sindrome del tunnel carpale</a>.</p>
<p>Ma come si<strong> cura</strong> in concreto la dipendenza da Internet? Il protocollo di intervento – spiega lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore del centro – è strutturato in tre passi: un colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza, una serie di incontri successivi per individuare la psicopatologia che sta dietro al problema (da arginare eventualmente con farmaci appropriati) e l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione con lo scopo di riattivare il contatto con il mondo reale.</p>
<p>Nota: Chi volesse saperne di più sul proprio stato di dipendenza da Internet può effettuare il test proposto da <a href="http://www.netaddictionrecovery.com/the-problem/are-you-addicted.html">ReStart</a>, centro americano che proprio come l’ambulatorio romano ha come mission il recupero degli &#8220;Internet-addicted&#8221;. Tenendo presente che si tratta – manco a farlo apposta – di un test online.</p>
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