Una mappa interattiva svela le emissioni dal 1950 a oggi

Un impianto chimico Usa negli '70 (Credit: http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives)

Impianto chimico negli anni ‘70 (Credit: Flickr/UsNationalArchives)

Quante tonnellate di anidride carbonica sparavamo nell’atmosfera 50 o 60 anni fa? E quanta oggi? Chi inquina di più tra Cina e Usa? E di quante emissioni è responsabile il singolo cittadino russo, australiano o francese? Soddisfa queste curiosità la mappa interattiva basata sui dati del Carbon Dioxide Information Analysis Center che si trova sul sito del Washington Post nella sezione dedicata al clima. In una forma grafica molto semplice e intuitiva si vede il peso dei diversi paesi nel computo delle emissioni da combustibili fossili, e facendo scivolare la leva del tempo lungo i decenni si può osservare come aumentano le emissioni globali.

La classifica degli inquinatori si modifica, ma l’incremento generale resta costante. L’Italia passa dagli 11, milioni di tonnellate metriche emesse nel 1950 a 105 milioni nel 2006, arrivando quasi a decuplicare la quantità di emissioni in meno di 60 anni. Negli Usa, che già partivano come paese leader, l’aumento è consistente e inesorabile ma le emissioni sono “solo” più che doppie nel 2006 rispetto al 1950. Un’inversione di tendenza appena percettibile a livello globale si comincia a registrare tra il 1990 e il 2000, ma riguarda solo alcuni paesi europei, come Francia, Regno Unito, Germania. Nel frattempo però s’impennano le emissioni dei due colossi asiatici, Cina e India, più marcatamente dal 2000 in poi.

Molto interessante è dare un’occhiata alle emissioni pro-capite, che chiariscono quali siano le responsabilità effettive dei vari paesi. Se è vero infatti che per quantità totale di emissioni la Cina ha ormai raggiunto e superato gli Stati Uniti e si colloca saldamente al primo posto tra le nazioni del G20, fa riflettere il 13° posto che lo stesso paese occupa nella classifica delle emissioni pro-capite: 1,27 tonnellate metriche l’anno sono emesse da ciascun cinese, contro le 5,18 dell’americano sprecone. In questa prospettiva risulta assai più comprensibile la posizione dei paesi in via di sviluppo quando domandano che siano i paesi ricchi a operare per primi tagli consistenti alle emissioni.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 12 Novembre 2009 alle 16:00 indigesto ha scritto:

Ma l’anidride carbonica non è più pesante dell’aria? E non è respirata dalle piante che ci restituiscono ossigeno? Non sento più parlare di deforestazione. Com’è?

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Archivi