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	<title>Hitech e Scienza &#187; Una mappa interattiva svela le emissioni dal 1950 a oggi</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Una mappa interattiva svela le emissioni dal 1950 a oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.buonadonna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sul sito del Washington Post uno strumento che aiuta a capire con un colpo d'occhio l'andamento delle emissioni di CO2 dovute all'uso di combustibili fossili nel mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="size-large wp-image-7041" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2009/11/emissioni-large.jpg" alt="Un impianto chimico Usa negli '70 (Credit: http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives)" width="500" height="339" />
<p><em>Impianto chimico negli anni &#8216;70 (Credit: <a href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives" target="_blank">Flickr/UsNationalArchives</a>)</em></p>
<p>Quante tonnellate di anidride carbonica sparavamo nell&#8217;atmosfera 50 o 60 anni fa? E quanta oggi? Chi inquina di più tra Cina e Usa? E di quante emissioni è responsabile il singolo cittadino russo, australiano o francese? Soddisfa queste curiosità la <strong><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-srv/special/climate-change/global-emissions.html" target="_blank">mappa interattiva</a></strong> basata sui dati del <a href="http://cdiac.ornl.gov/trends/emis/meth_reg.html" target="_blank">Carbon Dioxide Information Analysis Center</a> che si trova sul sito del Washington Post nella <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-srv/special/climate-change/" target="_blank">sezione dedicata al clima</a>. In una <strong>forma grafica molto semplice e intuitiva</strong> si vede il <strong>peso dei diversi paesi nel computo delle emissioni da combustibili fossili</strong>, e facendo scivolare la leva del tempo lungo i decenni si può osservare <strong>come aumentano le emissioni globali</strong>.<br />
<span id="more-7026"></span></p>
<p>La classifica degli inquinatori si modifica, ma l&#8217;incremento generale resta costante. L&#8217;Italia passa dagli 11, milioni di tonnellate metriche emesse nel 1950 a 105 milioni nel 2006, arrivando quasi a decuplicare la quantità di emissioni in meno di 60 anni. Negli Usa, che già partivano come paese leader, <strong>l&#8217;aumento è consistente e inesorabile</strong> ma le emissioni sono &#8220;solo&#8221; più che doppie nel 2006 rispetto al 1950. Un&#8217;<strong>inversione di tendenza</strong> <strong>appena percettibile</strong> a livello globale si comincia a registrare tra il 1990 e il 2000, ma riguarda solo alcuni paesi europei, come Francia, Regno Unito, Germania. <strong>Nel frattempo però </strong><strong>s&#8217;impennano le emissioni dei due colossi asiatici, Cina e India</strong>, più marcatamente dal 2000 in poi.</p>
<p>Molto interessante è dare un&#8217;occhiata alle <strong>emissioni pro-capite</strong>, che chiariscono quali siano le responsabilità effettive dei vari paesi. Se è vero infatti che per quantità totale di emissioni la Cina ha ormai raggiunto e superato gli Stati Uniti e si colloca saldamente al primo posto tra le nazioni del G20, fa riflettere il 13° posto che lo stesso paese occupa nella classifica delle emissioni pro-capite: 1,27 tonnellate metriche l&#8217;anno sono emesse da ciascun cinese, contro le 5,18 dell&#8217;americano sprecone. In questa prospettiva risulta assai più comprensibile la posizione dei paesi in via di sviluppo quando domandano che siano i paesi ricchi a operare per primi tagli consistenti alle emissioni.</p>
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