
Rupert Murdoch (AP Photo/Virginia Mayo, file)
“Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava“.
La frase (epica) pronunciata da Clint Eastwood nel film Il buono, il brutto e il cattivo sembra fatta apposta per raccontare il duello di nervi fra Rupert Murdoch e i padroni di Internet.
Da un lato c’è chi scava, ovvero gli editori, categoria di cui Murdoch si sente fiero portavoce. E che, secondo il magnate australiano, starebbe frugando da ormai troppo tempo nel sottosuolo della Rete alla vana ricerca di un guadagno: “Non esiste nessun sito o blog che stia facendo soldi seriamente con il Web”, semplicemente perché “non c’è abbastanza pubblicità per garantire a tutto il Web un business profittevole”.
Dall’altro c’è chi ha la pistola carica: che per Murdoch altro non è che colui che sfrutta la forza del proprio motore di ricerca per “rubare” i contenuti scritti da altri. Google, quindi, ma anche Microsoft, Yahoo e tutti coloro che hanno la possibilità di aggregare notizie provenienti dalla Rete.
Se Google è il cattivo, dunque, Rupert Murdoch non ci sta più a fare la parte del buono, o meglio di quello troppo buono. “Finora abbiamo dormito”, commenta seccamente il patron della News Corp. E a chi gli chiede se dopo la decisione di fornire i propri contenuti a pagamento pensa anche di togliere le sue notizie dal motore di ricerca di Mountain View risponde in modo altrettanto deciso: “Penso che lo faremo, non appena il cambiamento sarà avviato”.
Cosa ne sarà a quel punto di tutti i contatti che Google e gli altri motori di ricerca portano ogni giorno nei siti della News Corp? Murdoch non sembra preoccuparsene più di tanto. “È vero, abbiamo molte visite, ma sono visite che non portano soldi”. Come dire meglio pochi utenti, ma buoni.
C’è poi un altro aspetto che non va sottovalutato. Per quanto forte e autorevole, Rupert Murdoch non è il rappresentante universale di tutta l’editoria. Tant’è che c’è già chi ha preso le distanze. Come l’agenzia di stampa Reuter o l’Abc, che per voce del suo capo Mark Scott ha definito quello del magnate australiano “il classico gioco del vecchio impero, un impero in declino”.
Rupert Murdoch sa bene che davanti a una scelta di questo tipo, c’è il rischio che gli utenti abbandonino i suoi domini per migrare laddove i contenuti sono ancora a costo zero. Se il Wall Street Journal lasciasse Google e Google News, fa notare TechCrunch, perderebbe almeno il 25% del suo traffico.
Ecco perché è lecito ipotizzare tre possibili scenari:
1) Murdoch spera che il suo esempio possa essere seguito da altri importanti rappresentanti dell’editoria, in modo da realizzare una sorta di cartello anti-Google. “I nostri contenuti saranno migliori e più differenziati rispetto a quelli offerti dalla concorrenza”, ci tiene a sottolineare il leone australiano. “E se avremo successo saremo seguiti presto da altri media”.
2) Anche senza l’appoggio degli altri editori, Murdoch è convinto che ci saranno comunque molti utenti disposti a pagare pur di avere notizie e approfondimenti di buona qualità. In fondo “la gente è contenta di acquistare i quotidiani”, perché non dovrebbe fare altrettanto con i contenuti online?
3) Murdoch non ha nessuna intenzione di uscire dai motori di ricerca ma sta cercando di alzare la posta per ottenere da Google condizioni migliori di quelle attuali.
Già, e Google cosa ne pensa? La reazione a caldo la leggiamo dalle pagine del Telegraph: “Google News e la ricerca sul web rappresentano un grandissima risorsa di promozione per i giornali online, che ricevono in questo modo circa 100mila clic al minuto”, fa sapere un portavoce di Mountain View che aggiunge: “Gli editori inseriscono i loro contenuti sul Web perché vogliono che siano trovati, ed è per questo motivo che pochi preferiscono non includere il loro materiale in Google News. Ma se ci dicono di non inserirli, noi non lo facciamo”.
Proprio la risposta che ci si aspetta da chi ha il coltello dalla parte del manico o, per tornare da dove siamo partiti, da chi ha la pistola carica.
- Martedì 10 Novembre 2009

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Commenti
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Il 12 Novembre 2009 alle 15:49 indigesto ha scritto:
Finalmente il mondo ha trovato un padrone!
Il 18 Novembre 2009 alle 3:09 YouTube Direct: video reporter “fai da te” fatevi avanti - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] La seconda: fornisce un servizio a valore aggiunto alle testate giornalistiche, come a dimostrare una volta di più che BigG sta dalla parte dell’editoria. Chissà cosa ne pensa Rupert Murdoch… [...]
Il 18 Novembre 2009 alle 3:19 » YouTube Direct: video reporter “fai da te” fatevi avanti - Gregtecnologia ha scritto:
[...] a dimostrare una volta di più che BigG sta dalla parte dell’editoria. Chissà cosa ne pensa Rupert Murdoch… Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale Senza [...]
Il 26 Novembre 2009 alle 19:46 Idea Bing per uscire da Google: Murdoch ci guadagna davvero? - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] Fra i due litiganti – Google e Murdoch – è spuntata Microsoft. Come se non ci fosse già abbastanza pepe in quella che rischia di diventare la più grande telenovela della Rete. [...]
Il 28 Novembre 2009 alle 10:16 » Idea Bing per uscire da Google: Murdoch ci guadagna davvero? - Gregtecnologia ha scritto:
[...] Fra i due litiganti – Google e Murdoch – è spuntata Microsoft. Come se non ci fosse già abbastanza pepe in quella che rischia di diventare la più grande telenovela della Rete. [...]
Il 3 Dicembre 2009 alle 9:09 First click free: così Google farà pagare le notizie su Internet - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] fine Google ha ceduto. O forse si tratta di un semplice zuccherino per accontentare Murdoch e i suoi fratelli editori. Fatto sta che per la prima volta Mountain View ha accostato la parola [...]
Il 3 Dicembre 2009 alle 10:14 » First click free: così Google farà pagare le notizie su Internet - Gregtecnologia ha scritto:
[...] fine Google ha ceduto. O forse si tratta di un semplice zuccherino per accontentare Murdoch e i suoi fratelli editori. Fatto sta che per la prima volta Mountain View ha accostato la parola [...]
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