
Ci voleva Facebook per avviare il primo processo planetario di ritorno alla terra. Merito di FarmVille il gioco che ha catapultato il social network più famoso del mondo nella vecchia fattoria. C’è la mucca, la pecora, il coniglio, la capra e anche gli elefanti. Ma soprattutto ci sono già oltre 60 milioni di utenti disposti a mettersi davanti al monitor per coltivare ortaggi, alberi da frutta e allevare ogni genere di animali. Solo negli Stati Uniti, fa notare il New York Times, il rapporto fra gli agricoltori virtuali e quelli in carne ed ossa è già di 60 a 1.
Sì perché nella vecchia fattoria di FarmVille tutti possono diventare contadini. Si inizia con poco: un pezzo di terra e qualche spicciolo con i quali acquistare le prime sementi. Ma con un po’ di pazienza ecco arrivare il raccolto e, con esso, i primi guadagni. Con i quali si potrà comprare nuova semenza, o qualcosa di più: un pollaio ad esempio, dove allevare galline per avere uova fresche, che verranno a loro volta rivendute per avere altri guadagni da reinvestire nella fattoria.
I giocatori più impazienti potranno utilizzare soldi veri - utilizzando la carta di credito o il proprio conto PayPal - per arricchire la propria tenuta, sebbene i puristi del gioco non apprezzino questa pratica.
L’importante, in qualsiasi caso, è avere cura del proprio orto. Il principio di FarmVille non è infatti troppo distante da quello del Tamagochi: se abbandonato, il nostro raccolto andrà in rovina, e addio sogni di gloria. Ecco perché sono in molti ad aver sviluppato una vera e propria dipendenza dal gioco. C’è chi non riesce a staccare la faccia dal monitor pur di evitare che i propri fagiolini marciscano; c’è chi punta la sveglia di notte per ricordarsi di raccogliere i mirtilli; i fattori più professionali arrivano addirittura a creare fogli di lavoro con tutti i dati, coltura per coltura, per capire come ruotare le coltivazioni e guadagnare di più.
Trattandosi di un gioco creato per Facebook, non va dimenticata poi la componente sociale. Ogni utente non è infatti chiuso nel proprio orticello ma può interagire con i propri amici per scambiarsi favori o regali. Naturalmente in natura. Una condivisione che continua anche fuori da Facebook: c’è chi vaga in Rete per sapere come si fa a comprare una mucca, chi dispensa trucchi e consigli, e non poteva mancare un blog interamente dedicato alla community italiana del gioco.
Insomma, ce n’è abbastanza per studiare il fenomeno in modo serio. Robert Thompson, professore di cultura popolare all’Università di Syracuse, ha le idee chiare sul meccanismo che regola la FarmVille-mania: “Così come Guitar Hero ti fa sentire un po’ come una rockstar, FarmVille ti dà la sensazione reale di fare qualcosa che ha una causa e un effetto. La possibilità di estrarre viveri dal terreno e di avere un ricavo è davvero soddisfacente”. C’è chi si spinge oltre, come Philip Tan, direttore del laboratorio Singapore-M.I.T. Game Gambit che sostiene che c’è qualcosa di terapeutico nel concetto “sono malato di questo stile di vita moderno e cittadino, desidero solo coltivare piante e ortaggi e guardarli crescere”.
Il raccolto migliore, comunque, l’ha realizzato Zynga, la società che ha creato FarmVille, che chiuderà l’anno con oltre 100 milioni di dollari di fatturato. Una parte dei quali ha già reinvestito – proprio come fa il buon contadino di FarmVille – per creare nuovi giochi. Come FishVille, ad esempio, il FarmVille dei pesci che promette di trasformare Facebook in un piccolo grande acquario.
- Venerdì 13 Novembre 2009

The Dark Side of the Sun, foto prodigiose dell’eclissi solare 2009
La Transiberiana con Google Maps
Il netbook italiano sotto i 100 euro
Apple iPad
Il più grande pannello solare al mondo è un catamarano
Martin JetPack, l’aereoplano da portare in spalla
Spazio, prima uscita orbitale per due astronauti Endeavour
Inquinamento in Cina, altro volto dello sviluppo
Il 2009 in cento foto
VIRUS A: COME DIFENDERSI! - LO SPECIALE DI MH Italia



Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.