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	<title>Hitech e Scienza &#187; FarmVille: chi vuol esser contadino su Facebook?</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>FarmVille: chi vuol esser contadino su Facebook?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto.catania</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Come trasformare il social network più famoso del mondo in una comunità di agricoltori virtuali...ma non troppo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-7175" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2009/11/farmville-large.jpg" alt="farmville" width="500" height="357" /><br />
Ci voleva <strong>Facebook</strong> per avviare il primo processo planetario di ritorno alla terra. Merito di <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=102452128776">FarmVille</a> il gioco che ha catapultato il <strong>social network</strong> più famoso del mondo nella vecchia fattoria. C’è la mucca, la pecora, il coniglio, la capra e anche gli elefanti. Ma soprattutto ci sono già oltre <strong>60 milioni di utenti</strong> disposti a mettersi davanti al monitor per coltivare ortaggi, alberi da frutta e allevare ogni genere di animali. Solo negli Stati Uniti, fa notare il <a href="http://www.nytimes.com/2009/10/29/fashion/29farmville.html?_r=3">New York Times</a>, il rapporto fra gli agricoltori virtuali e quelli in carne ed ossa è già di 60 a 1.<br />
<span id="more-7166"></span></p>
<p>Sì perché nella vecchia fattoria di FarmVille tutti possono diventare contadini. Si inizia con poco: un pezzo di terra e qualche spicciolo con i quali acquistare le prime sementi. Ma con un po’ di pazienza ecco arrivare il <strong>raccolto</strong> e, con esso, i primi guadagni. Con i quali si potrà comprare nuova semenza, o qualcosa di più: un pollaio ad esempio, dove allevare galline per avere uova fresche, che verranno a loro volta rivendute per avere altri guadagni da reinvestire nella fattoria.<br />
I giocatori più impazienti potranno utilizzare <strong>soldi veri</strong> - utilizzando la carta di credito o il proprio conto PayPal - per arricchire la propria tenuta, sebbene i puristi del gioco non apprezzino questa pratica.</p>
<p><code>
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<p>L’importante, in qualsiasi caso, è avere cura del proprio orto. Il principio di FarmVille non è infatti troppo distante da quello del <strong>Tamagochi</strong>: se abbandonato, il nostro raccolto andrà in rovina, e addio sogni di gloria. Ecco perché sono in molti ad aver sviluppato una vera e propria <strong>dipendenza</strong> dal gioco. C’è chi non riesce a staccare la faccia dal monitor pur di evitare che i propri fagiolini marciscano; c’è chi punta la sveglia di notte per ricordarsi di raccogliere i mirtilli; i fattori più professionali arrivano addirittura a creare fogli di lavoro con tutti i dati, coltura per coltura, per capire come ruotare le coltivazioni e guadagnare di più.</p>
<p>Trattandosi di un gioco creato per Facebook, non va dimenticata poi la <strong>componente sociale</strong>. Ogni utente non è infatti chiuso nel proprio orticello ma può interagire con i propri amici per scambiarsi favori o regali. Naturalmente in natura. Una condivisione che continua anche fuori da Facebook: c’è chi vaga in Rete per sapere <a href="http://answers.yahoo.com/question/index?qid=20091026213146AAGSd3T">come si fa a comprare una mucca</a>, chi dispensa <a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/recensione-e-trucchi-per-farmville-su-facebook-il-gioco-del-contadino.html">trucchi e consigli</a>, e non poteva mancare un <a href="http://www.thefarmvilleblog.com/">blog</a> interamente dedicato alla community italiana del gioco.</p>
<p>Insomma, ce n’è abbastanza per studiare il fenomeno in modo serio. Robert Thompson, professore di cultura popolare all&#8217;<a href="http://www.syr.edu/">Università di Syracuse</a>, ha le idee chiare sul meccanismo che regola la FarmVille-mania: “Così come <a href="http://mytech.it/digitale/2006/08/21/giochi-guitar-hero-impugna-la-chitarra-e-sali-sul-/">Guitar Hero</a> ti fa sentire un po&#8217; come una rockstar, FarmVille ti dà la sensazione reale di fare qualcosa che ha una causa e un effetto. La possibilità di estrarre viveri dal terreno e di avere un ricavo è davvero soddisfacente&#8221;. C’è chi si spinge oltre, come Philip Tan, direttore del laboratorio <a href="http://gambit.mit.edu/">Singapore-M.I.T. Game Gambit</a> che sostiene che c&#8217;è qualcosa di terapeutico nel concetto “sono malato di questo stile di vita moderno e cittadino, desidero solo coltivare piante e ortaggi e guardarli crescere&#8221;.</p>
<p>Il raccolto migliore, comunque, l’ha realizzato<a href="http://www.zynga.com/"> <strong>Zynga</strong></a>, la società che ha creato FarmVille, che chiuderà l’anno con oltre <a href="http://brainstormtech.blogs.fortune.cnn.com/2009/10/26/farmville-gamemaker-zynga-sees-dollar-signs/">100 milioni di dollari di fatturato</a>. Una parte dei quali ha già reinvestito – proprio come fa il buon contadino di FarmVille – per creare nuovi giochi. Come <strong><a href="http://www.facebook.com/search/?q=fishville#/group.php?v=info&amp;ref=search&amp;gid=43764281453">FishVille</a></strong>, ad esempio, il FarmVille dei pesci che promette di trasformare Facebook in un piccolo grande acquario.</p>
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