Google Favorite Places: dammi il tuo codice a barre e ti dirò chi sei

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Un mio carissimo zio sostiene che c’è solo un modo per trovare un buon ristorante in una città sconosciuta: cercare quello più affollato. Sembra banale ma funziona, basta evitare le location popolate solo da turisti di primo pelo.

Certo, mio zio non sa che nel frattempo Google sta sviluppando un metodo che ci permetterà di sapere in modo un po’ più preciso cosa si nasconde dietro a un locale o a un’attività che non conosciamo. Basterà una semplice foto della vetrina scattata dal nostro cellulare di ultima generazione.

Dov’è il trucco? Semplice, in un codice a barre adesivo appiccicato sul vetro della porta d’ingresso. Un codice a barre particolare, non fosse altro perché non ci sono barre bensì una serie di puntini disordinati. Si chiama Qr-code o codice bidimensionale, e ha la caratteristica di poter essere decifrato anche da un telefonino evoluto come l’iPhone, il Blackberry Storm o un terminale Android.

Una semplice “foto” dal nostro cellulare, in pratica, attiverà un link istantaneo fra il mondo fisico e quello Web. E il nostro telefonino ci mostrerà la corrispondente pagina Web di Google Place Page, il grande database di Google Maps che raccoglie le informazioni dettagliate di tutti i principali luoghi del Pianeta: gli orari di apertura, le carte di credito accettate, i menu, le recensioni degli addetti ai lavori e degli utenti e magari i buoni sconto da presentare alle casse.

Va detto che i codici a barre di tipo Qr sono piuttosto comuni in Giappone, ma non nel resto del mondo. Per questo motivo Google ha spedito oltre 100.000 stickers adesivi ai gestori delle attività statunitensi più “ricercate” (sia su Google che su Google Maps). Sono quelli che a Mountain View chiamano Favorite Places, i luoghi preferiti dagli utenti che da oggi avranno il compito di “educare” i consumatori statunitensi a questa nuova forma di info-commerce.

Per molti il sistema potrebbe funzionare meglio delle raccomandazioni delle guide turistiche. Di certo, Google ha trovato un altro modo per convincere le attività di business a entrare nel proprio mondo.

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