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Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (Credits AP Photo/KEYSTONE/Peter Klaunzer)
Onestamente non mi aspettavo che Mark Zuckerberg rispondesse alla mia lettera. Ma attendevo almeno una presa di posizione ufficiale di fronte alle tante critiche piovutegli addosso all’indomani del colpo di mano sulle impostazioni della privacy che tutti gli utenti di Facebook hanno potuto notare il mese scorso.
L’occasione gli è arrivata (servita su un piatto d’argento) a San Francisco nel corso di un faccia a faccia di sei minuti con il fondatore di TechCrunch, Michael Arrington. A precisa domanda su cosa ne sarà del futuro della privacy di Facebook il venticinquenne fondatore del social network più diffuso del mondo ha così risposto:
“Quando ho iniziato a pensare a Facebook nella mia camera di Harvard molte persone si chiedevano perché mai dovessero mettere le proprie informazioni su Internet e per quale motivo avrebbero dovuto avere un sito personale. Poi, negli ultimi 5-6 anni il fenomeno del blogging ha preso il volo in modo impressionante così come i tutti i servizi che hanno permesso di condividere tutte queste informazioni. La gente ha accettato serenamente di condividere non solo sempre più informazioni e di vario tipo, ma anche in modo più aperto e con sempre più utenti. È una norma sociale che si è evoluta con il tempo. In questo, è come se il nostro ruolo fosse quello di innovare e aggiornare quello che è il nostro sistema per riflettere ciò che ci dicono le attuali norme sociali. È un aspetto importante, che ci porta a mantenere una mentalità da esordienti e pensare: cosa faremmo se dovessimo rifondare la società e avviare il sito da questo momento? Abbiamo deciso che queste sarebbero state le norme sociali attuali e le abbiamo assecondate”.
Insomma, Zuckerberg ne fa una questione di norme sociali: visto che il livello di condivisione sul web cresce sempre di più, allora tanto vale abbattere tutte quelle barriere che fino a ieri impedivano a chiunque non fosse nel giro delle nostre conoscenze di avere accesso ai nostri dati personali.
Il sillogismo è un po’ forzato, anche perché in un certo senso distrugge uno dei capisaldi che ha fatto la fortuna di Facebook: la fiducia verso un servizio che permette di creare una rete aperta ma comunque delimitata entro la cerchia degli amici. Secondo l’attuale Zuckerberg-pensiero, infatti, chi si iscrive oggi a Facebook non lo fa per mantenere una rete di contatti interna bensì per comunicare con tutto il mondo.
Di certo Zuckerberg non poteva ammettere che dietro i golpe sulla privacy ci sono anche (e soprattutto) motivazioni economiche. I social network hanno scoperto che con i motori di ricerca si possono fare soldi facili: tutto ciò che devono fare è chiedere agli utenti di aprire le porte dei propri profili affinché i contenuti possano essere indicizzati (e quindi visti da tutta la Rete).
Ma forse poteva trovare un argomento più convincente per svicolare. Potremmo anche perdonarlo, in fondo stiamo parlando di un ragazzo di 25 anni che in pochi anni è passato da una cameretta di Harvard alla stanza dei bottoni di una delle più importanti società del mondo. Se non fosse che in gioco c’è la riservatezza di 350 milioni di persone.
- Giovedì 14 Gennaio 2010


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Il 17 Gennaio 2010 alle 13:37 Privacy su Facebook? Roba d’altri tempi – applicazioni-FB ha scritto:
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Il 14 Maggio 2010 alle 9:30 Notizie dai blog su Che succede in casa Facebook? ha scritto:
[...] Privacy su Facebook? Roba d’altri tempi Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (Credits AP Photo/KEYSTONE/Peter Klaunzer) Onestamente non mi aspettavo che Mark Zuckerberg rispondesse alla mia lettera . blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]
Il 24 Maggio 2010 alle 15:31 Notizie dai blog su Facebook si scusa, troppi errori sulla privacy ha scritto:
[...] Privacy su Facebook? Roba d’altri tempi Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (Credits AP Photo/KEYSTONE/Peter Klaunzer) Onestamente non mi aspettavo che Mark Zuckerberg rispondesse alla mia lettera . blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo [...]
Il 24 Maggio 2010 alle 22:38 Privacy su Facebook? Roba d’altri tempi – Facebook-Mania ha scritto:
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Il 25 Maggio 2010 alle 8:45 Notizie dai blog su Facebook CEO: “Abbiamo fatto un sacco di errori” ha scritto:
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