- Tags: abbronzatura, estetica, lampade, pelle, salute
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Di recente sono passate dalla categoria “probabilmente cancerogeno” a quella superiore, essendo state dichiarate dall’Organizzazione mondiale della Sanità cancerogene tout court. Sono le lampade abbronzanti, croce e delizia dei lunghi inverni da far passare in astinenza da tintarella, popolari in tutto il mondo, amatissime in Italia. Sui rischi associati all’esposizione ai raggi ultravioletti di lampade e lettini si discute da decenni, ma in Italia di contromisure non ce ne sono ancora. Si aggiunge invece alla lista dei paesi che hanno aumentato le cautele nei confronti dei giovani l’Inghilterra, che è sul punto di vietarle per i minori di 18 anni. La decisione è stata supportata dai risultati di un rapporto commissionato dal governo inglese, dal quale è emerso che il 6 per cento dei ragazzini di età compresa tra 11 e 17 anni ha usato un lettino solare almeno una volta. Quali sono i rischi e come si comportano i centri abbronzanti in Italia?
Un documento pubblicato dall’Oms nel 2003 (qui in inglese il file Pdf) riassumeva in tre punti i rischi associati all’esposizione ai raggi UV: cancro alla pelle, invecchiamento cutaneo, danni alla vista. In particolare chi già si espone massicciamente alla luce solare, corre maggiori rischi aggiungendo una esposizione ai raggi artificiali. Le lampade sono sconsigliatissime alle persone con la pelle chiara, con lentiggini e con una storia familiare di tumori alla pelle e possono interagire con l’uso di alcuni cosmetici e di diversi farmaci. Infine i danni arrecati alla pelle dei più giovani sono particolarmente importanti e potenzialmente assai più pericolosi: prima si è esposti a una dose eccessiva di UV e maggiori sono le possibilità di sviluppare una qualche forma di tumore cutaneo in età adulta.
Di tutto questo, però, difficilmente si fa menzione nei centri solari, nei saloni estetici, in palestre e beauty farm in cui le lampade hanno conquistato spazi crescenti, attirando nuove tipologie di clientela. Quindi se da un lato per i rischi che comporta le lampade andrebbero vietate a una serie di categorie a rischio e somministrate solo dopo aver ottenuto dal cliente un consenso informato, la realtà nel nostro paese è che manca totalmente qualunque tipo di informazione e di precauzione.
Una inchiesta appena pubblicata su Test Salute, la rivista dell’associazione di consumatori Altroconsumo, ha passato al setaccio 50 centri abbronzanti in 8 grandi città italiane, visitandoli anonimamente e registrando il comportamento, le informazioni e i consigli forniti dal personale che ci lavora. Per quasi tutti il profitto viene prima della salute dei consumatori. Pochissimi chiedono alla cliente se sta assumendo farmaci, se prende la pillola, se indossa cosmetici, quasi nessuno si informa sul grado di sensibilità della pelle al sole, solo la metà fornisce gli occhialini, essenziali per proteggere gli occhi dai raggi, troppo pochi sconsigliano l’uso delle lampade ai minori. E alle domande “Quando posso tornare?” e “Quante lampade posso fare in un anno?”, solo due solarium hanno risposto correttamente, ovvero: non prima di tre giorni, e massimo 25-30 ogni anno. In tutti gli altri casi gli addetti sono stati più che felici di invitare la cliente a limitarsi a un giorno di pausa, o magari anche a tornare il giorno successivo.
Nonostante il 40 per cento di chi le usa si dica convinto che le lampade preparino la pelle al sole, proteggendola dal pericolo di ustioni, la verità è che questi apparecchi emettono principalmente raggi UVA, che aumentano la quantità di melanina negli strati superficiali della pelle, il che offre una protezione piuttosto blanda.
E il passo tra il piacere di sfoggiare un bel colorito anche d’inverno e l’ossessione per l’abbronzatura potrebbe essere breve. Si calcola che nei soli Stati Uniti il un quarto degli studenti universitari sia affetto da tanoressia, ovvero dipendenza dall’abbronzatura (tan in inglese). Dopo ogni lampada si vedono più belli si sentono meglio, il tono dell’umore si alza e ne vogliono di più. Anche perché non c’è niente di peggio di un’abbronzatura sbiadita.
Come difendersi dai rischi? Non superando le 30 lampade l’anno, usando sempre occhialini e crema con fattore protettivo, ed evitando di cumulare l’esposizione al sole e quella ai raggi artificiali. Girate al largo dai centri abbronzanti se avete la pelle chiara, avete avuto parecchie scottature nell’infanzia, avete lentiggini o molti nei. Consultate sempre prima il medico se state assumendo farmaci.
- Domenica 17 Gennaio 2010
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