Cosa fa Google in Cina: lascia o raddoppia?

Fiori davanti al quartier generale cinese di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Fiori davanti al quartier generale di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Prima i cyber-attacchi contro i server di Google in Cina. Quindi la reazione di BigG con la pubblicazione dei contenuti proibiti e la minaccia di abbandono. Infine le dichiarazioni del ministero degli esteri cinese, secondo cui le aziende straniere che operano in Cina (compresa Google) devono adeguarsi alla normativa e alle consuetudini cinesi.

Come finirà il braccio di ferro fra Google e il governo cinese?

A primo acchito, l’ipotesi che Google possa davvero lasciare la Cina sembra piuttosto remota. Non solo perché la grande G dovrebbe chiudere di punto in bianco i propri uffici cinesi con i relativi 700 impiegati, quanto per l’idea di abbandonare (o meglio di lasciare alla concorrenza) un mercato che vale quasi un miliardo di dollari annui.

Ma è comunque un’ipotesi. Certo, fa notare il Wall Street Journal, in teoria gli utenti cinesi potrebbero utilizzare il dominio americano di Google.com (che non filtra i risultati della ricerca anche se impedisce comunque l’accesso ai collegamenti ai contenuti bloccati dal governo), ma in questo modo Google finirebbe per diventare un motore di nicchia.

D’altro canto viene anche facile credere che le avvisaglie del colosso americano non siano altro che un tentativo di smuovere il mercato delle ricerche online in Cina, dove attualmente Google è in minoranza (31% del mercato) dietro al motore nazionale Baidu.

In fondo, se si considera il peso del bacino degli utenti cinesi, il desiderio di Google non può che essere quello di aumentare il proprio market-share. Ma con le mani legate (dai filtri della censura cinese) Mountain View non può fare miracoli. Insomma non è assurdo immaginare che dietro alla dura reazione di Mountain View ai continui attacchi dei crackers cinesi ci sia solo la volontà di sedersi al tavolo con Pechino per rinegoziare le condizioni del proprio servizio.

Comunque vada, Google ha guadagnato punti agli occhi delle democrazie liberali: un’immagine di multinazionale paladina della libertà di espressione e avversaria della censura cinese può senza dubbio giovare, scrive Piercamillo Falasca. Soprattutto se tiene conto che finora tutte le multinazionali occidentali si sono piegati ai voleri di Pechino, pur di spartirsi una fetta del più vasto mercato del mondo.

Resta poi l’impressione che Internet sia diventato a tutti gli effetti un’entità capace di spostare non solo gli equilibri dell’informazione, ma anche quelli economici e politici. Non sappiamo se il Web vincerà il nobel per la pace come vuole Wired. Di certo, si è ormai capito che i grandi attori della Rete (e Google è la star del cast) hanno sempre più peso a livello istituzionale, al pari delle compagnie automobilistiche o delle grandi società farmaceutiche.

Nel frattempo veniamo a sapere che le caselle di posta elettronica di Gmail (il servizio email di Google) di alcuni giornalisti stranieri che lavorano in Cina sono state violate.  E che l’uscita nel Paese della Grande Muraglia del Nexus One, il primo vero google-fonino, verrà ritardata. Banali contrattempi o nuovi segnali di una guerra (di nervi, ma non solo) che è solo all’inizio?

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 1 Marzo 2010 alle 14:48 Che fine ha fatto il blog di Hu Jintao? - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] La Repubblica popolare cinese è infatti uno dei paesi più attivi dal punto di vista della censura telematica. Abbiamo già parlato in diverse occasioni delle vicissitudini di blogger arrestati per aver diffuso informazioni delicate, di siti oscurati per contenuti giudicati poco partiottici quando non sovversivi, o delle condizioni che Pechino avrebbe voluto imporre a Google per continuare a operare in Cina. [...]

Il 23 Marzo 2010 alle 17:29 Google, meglio rompere con la Cina che convivere con la censura - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] segnali erano apparsi chiari da subito: fra Google e Pechino non c’è possibilità di dialogo. Via dalla Cina, quindi. Almeno sul piano [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

RSS Mytech

  • An error has occurred; the feed is probably down. Try again later.
Panorama annunci

Archivi

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • Applicazioni Mondadori
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!