- Tags: oms, salute, vaccini, virus A, virus H1N1
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Ero incinta nel 2003, anno che verrà ricordato per il caldo record e per il fatto che dovevamo morire tutti di Sars.
Stavo seduta nella sala d’aspetto dell’ospedale dove ogni mese andavo a fare le analisi del sangue e guardavo atterrita le immagini che scorrevano sul televisore posto su un trespolo accanto al display con i numeri delle visite. File di scolari cinesi con la mascherina, misurazioni febbrili di massa negli aeroporti: io mi accarezzavo il pancione e pensavo “sono pazza a fare un figlio proprio ora che il mondo sta per finire“.
Il mondo non è finito, i morti per Sars, in base alle stime dell’Oms, sono stati 774. Oggi mio figlio ha sei anni e nel frattempo ci sono state almeno altre due pandemie “stile Sars”, l’ultima delle quali, il virus A, pone ora l’Organizzazione mondiale della Sanità al centro della polemica.
La Commissione Affari Sociali, Sanità e Famiglia del Consiglio d’Europa vuole sapere se gli allarmi lanciati sull’influenza H1N1 erano giustificati. Così ha organizzato un’audizione con i rappresentanti dell’Oms e dei produttori europei di vaccini per capire su quali basi il virus è stato dichiarato “pandemia”. E scoprire se e quanto i colossali interessi economici legati alla vendita dei vaccini agli Stati (che adesso se li ritrovano sul groppone perché ben pochi cittadini, almeno in Europa, li hanno richiesti) abbiano inciso sulla valutazione di pericolosità del morbo.
“Con il virus H1N1, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha, ancora una volta, spaventato il mondo senza prove sostanziali?“. Se lo domanda Paul Flynn, il britannico membro del Comitato che sull’argomento dovrà poi stendere una relazione. “Sono stati spesi circa 18 miliardi di dollari per questa pandemia nel mondo”, incalza Wolfgang Wodarg, ex presidente del Comitato Salute del Consiglio d’Europa, esperto in epidemiologia. “La definizione di pandemia è stata cambiata dall’Oms lo scorso maggio ed è stato solo questo cambiamento di definizione che ha reso possibile trasformare una qualunque influenza in una pandemia mondiale, rendendo possibile all’industria farmaceutica di trasformare questa opportunità in denaro, con contratti che sono rimasti per la maggior parte segreti”. Ci vanno giù duri, insomma, questi del Consiglio d’Europa, tanto da definire il comportamento dell’Oms un “dangerous nonsense”, una pericolosa assurdità.
E Ulrich Keil, direttore del Centro di epidemiologia dell’Università di Munster che collabora con l’Oms ha chiesto di riconsiderare la definizione di pandemia per questa influenza, sottolineando che alla stagionale sono state attribuite in Germania circa 10.000 morti, specialmente tra la popolazione più fragile e anziana, mentre i decessi per H1N1 sono stati 187, alcuni dei quali dubbi. Keil ha definito la gestione del virus da parte della Oms un “gigantesco spreco di risorse“.
Nessuna influenza dall’industria, assicura Keiji Fukuda, l’esperto messo in campo dall’Oms. Solo un tentativo di prevenzione su scala globale. Imperfetto, certo, ma teso a evitare il peggio. E per sortire il massimo effetto cita i 50 milioni di morti della spagnola del 1918, ripetendo che anche quella si era presentata come un’influenzina da niente prima di sfociare in uno sterminio. E poi c’è il problema del virus che muta. Come dimenticarlo, visto che ci è stato ripetuto in tutte le salse? Insomma, la linea dell’Oms è la stessa che l’Organizzazione ha sempre tenuto in questi mesi: meglio fare di più che di meno. E se alla fine i morti sono stati 14.000 forse lo dovremo anche a questa campagna allarmistica senza precedenti.
Quanto alle case farmaceutiche, il loro rappresentante Luc Hessel si è limitato a rigirare la frittata: il compito dell’industria è quello di rispondere tempestivamente alle richieste dei governi, ed è quello che ha fatto fornendo in breve tempo le dosi necessarie di un vaccino sicuro. Sul fatto che l’industria sia sufficientemente potente da influenzare, è proprio il caso di dirlo, le scelte dei governi, non c’è invece alcun commento.
Nella conferenza stampa che è seguita a questo primo round, (la procedura andrà avanti nei prossimi mesi), Fukuda dell’Oms ha dichiarato che non solo la nuova definizione di pandemia non ha nulla a che fare con la mortalità, ma anche prima che la definizione cambiasse (ora una pandemia è qualunque nuovo virus influenzale che si diffonda a livello globale), il numero dei morti non è mai stato un fattore cruciale.
Quindi 18 miliardi di dollari spesi in vaccini, e chissà quanti in gel antisettici che ora intasano gli armadietti dei nostri bagni, per prevenire una malattia sulla cui severità non era necessario interrogarsi.
- Giovedì 28 Gennaio 2010



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Commenti
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Il 30 Gennaio 2010 alle 20:52 carlo.tosi ha scritto:
L’influenza non c’entra nulla, c’era solo l’avidità smisurata e senza scrupoli delle grandi case farmaceutiche! Si doveva a tutti i costi diffondere allarmismo e panico, per convincere-obbligare la gente a vaccinarsi. Tutti sappiamo delle enormi pressioni che i rappresentanti di medicinali hanno fatto verso i medici e le ASL, per vendere centinaia di milioni di vaccini. Ma alcuni (molti) medici coscienziosi, si sono rifiutati di imporre il vaccino. ed hanno fatto bene. E chi può dire con certezza che questi virus, che periodicamente “girano”, non siano diffusi volontariamente? Per poter realizzare profitti miliardari, le case farmaceutiche probabilmente sono capaci di arrivare a tanto. Ed ora cosa fanno dei vaccini inveduti? Semplice, li mettono in freezer, per la prossima epidemia! Verrranno un po’ rimaneggiati, rimescolati e rimessi in vendita, quale medicina-salvavita. Tanto poi qualcuno di sicuro pagherà.
Il 18 Febbraio 2010 alle 13:38 » Virus A: la saga continua l’anno prossimo - Gregtecnologia ha scritto:
[...] semplice e a darla è proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, recentemente messa sul banco degli imputati dal Consiglio d’Europa per la sospetta leggerezza con cui ha urlato alla pandemia per il [...]
Il 18 Febbraio 2010 alle 15:49 Virus A: la saga continua l’anno prossimo - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] semplice e a darla è proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, recentemente messa sul banco degli imputati dal Consiglio d’Europa per la sospetta leggerezza con cui ha urlato alla pandemia per il [...]
Il 7 Giugno 2010 alle 10:43 Influenza A: il conflitto di interessi dietro ai vaccini - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] di conflitti di interesse e respinto le accuse di eccessivo allarmismo mosse da più parti. In una audizione davanti al Consiglio d’Europa, a gennaio, i rappresentanti dell’Oms avevano negato qualsiasi influenza dell’industria [...]
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