Archivio di Gennaio, 2010

Sony Dash: Internet in formato radiosveglia

(Credits: Sony)

(Credits: Sony)

Il Wall Street Journal è pronto a scommettere: sarà uno dei 10 migliori gadget elettronici del 2010. Si chiama Sony Dash e non è un telefonino, o un lettore digitale, né un sveglia o una cornice digitale. E non è nemmeno uno Slate, giusto per usare un termine tanto caro a Microsoft e (forse) anche ad Apple.

Sony lo definisce tecnicamente un Personal Internet Viewer, un appellativo che dice tutto e niente ma che vorrebbe identificare un dispositivo sempre connesso da posizionare in qualsiasi angolo della casa. Anche sopra il comodino del letto.
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Nokia: il navigatore non si paga con Ovi Maps

(Credits: Nokia)

(Credits: Nokia)

Dopo Google tocca ora a Nokia movimentare il settore della navigazione satellitare a portata di smartphone. La novità della casa finlandese si chiama Ovi Maps, una piattaforma che in realtà esiste da tempo ma che ora si arricchisce di alcune funzionalità (qui tutti i dettagli) e che, soprattutto, diventa gratuita.

In pratica, eccezion fatta per la navigazione in modalità assistita (che si può comunque disattivare) Ovi Maps nella sua nuova veste rappresenta il primo vero esperimento di navigatore satellitare per smartphone senza costi aggiuntivi.
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Scioglimento dei ghiacciai: errore degli esperti Onu sul clima

Nanga Parbat è la nona montagna più alta del mondo e si trova nella catena dell'Himalaya (Credit: Daniel Martin)

Nanga Parbat, in Himalaya, è la nona vetta del mondo (Credit: Daniel Martin)

“I ghiacciai dell’Himalaya stanno arretrando più velocemente che in qualsiasi altra parte del mondo e, se continuano a questo ritmo, la possibilità che scompaiano del tutto entro il 2035 e forse anche prima è molto alta“. Così si leggeva nel Quarto Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici stilato nel 2007 dall’IPCC, il Panel dell’Onu che raccoglie centinaia di scienziati che si occupano del riscaldamento globale. Ma adesso c’è chi mette quella previsione in discussione e salta fuori che in effetti non era il frutto di una “peer review”, la revisione tra pari necessaria per la validazione di qualunque dato scientifico.
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Cosa fa Google in Cina: lascia o raddoppia?

Fiori davanti al quartier generale cinese di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Fiori davanti al quartier generale di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Prima i cyber-attacchi contro i server di Google in Cina. Quindi la reazione di BigG con la pubblicazione dei contenuti proibiti e la minaccia di abbandono. Infine le dichiarazioni del ministero degli esteri cinese, secondo cui le aziende straniere che operano in Cina (compresa Google) devono adeguarsi alla normativa e alle consuetudini cinesi.

Come finirà il braccio di ferro fra Google e il governo cinese? Continua

Un cronometro nel piatto aiuta a perdere peso

Mandometer

Mandometer

Non è solo una questione di quantità, ma anche di velocità. Spesso si tende a esagerare a tavola perché si mangia troppo in fretta e non ci si rende conto di quanto cibo si riesce a ingurgitare anche in poco tempo. Servirebbe un personal trainer dei pasti, che ci dia il giusto ritmo per riuscire a diminuire le dosi e mollare quei chiletti di troppo. Beh, adesso c’è, e non ha nulla di umano.

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Che ne sarà del peer-to-peer?

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Prima la Francia, con l’istituzione della famigerata Hadopi, la legge che porta gli utenti davanti a un giudice dopo tre download illegali. Poi la Spagna con un provvedimento che permette di oscurare subito (cioè senza processo) i siti che contengono link a file pirata (Pirate Bay e i suoi fratelli, ma anche blog e forum con link per scaricare file da servizi come Rapidshare o MegaUpload). Il dado è tratto: l’Europa ha dichiarato guerra al peer-to-peer.

E in Italia? Continua

Lampade abbronzanti vietate ai minori in Inghilterra

Lettino abbronzante (Credit: http://www.flickr.com/photos/whatshername)

Di recente sono passate dalla categoria “probabilmente cancerogeno” a quella superiore, essendo state dichiarate dall’Organizzazione mondiale della Sanità cancerogene tout court. Sono le lampade abbronzanti, croce e delizia dei lunghi inverni da far passare in astinenza da tintarella, popolari in tutto il mondo, amatissime in Italia. Sui rischi associati all’esposizione ai raggi ultravioletti di lampade e lettini si discute da decenni, ma in Italia di contromisure non ce ne sono ancora. Si aggiunge invece alla lista dei paesi che hanno aumentato le cautele nei confronti dei giovani l’Inghilterra, che è sul punto di vietarle per i minori di 18 anni. La decisione è stata supportata dai risultati di un rapporto commissionato dal governo inglese, dal quale è emerso che il 6 per cento dei ragazzini di età compresa tra 11 e 17 anni ha usato un lettino solare almeno una volta. Quali sono i rischi e come si comportano i centri abbronzanti in Italia?
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Troppi topi in paradiso, serve una pioggia di veleno

Lord Howe Island (Credit: Fanny Schertzer)

Lord Howe Island (Credit: Fanny Schertzer)

Sarebbe una delle più belle isole del Pacifico, un lussureggiante angolo di paradiso, con tanto di laguna blu e barriera corallina, posto 800 km al largo di Sidney, Australia. Lord Howe Island ha tanti pregi che la rendono una meta ideale per viaggi romantici e avventurosi, ma ha anche un unico, grosso, fastidioso difetto: è piena di ratti.
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Privacy su Facebook? Roba d’altri tempi

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (Credits AP Photo/KEYSTONE/Peter Klaunzer)

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (Credits AP Photo/KEYSTONE/Peter Klaunzer)

Onestamente non mi aspettavo che Mark Zuckerberg rispondesse alla mia lettera. Ma attendevo almeno una presa di posizione ufficiale di fronte alle tante critiche piovutegli addosso all’indomani del colpo di mano sulle impostazioni della privacy che tutti gli utenti di Facebook hanno potuto notare il mese scorso.

L’occasione gli è arrivata (servita su un piatto d’argento) a San Francisco nel corso di un faccia a faccia di sei minuti con il fondatore di TechCrunch, Michael Arrington. A precisa domanda su cosa ne sarà del futuro della privacy di Facebook il venticinquenne fondatore del social network più diffuso del mondo ha così risposto:
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Nexus One: il telefonino di Google può battere l’iPhone?

(Credits: Google)

(Credits: Google)

Non aspettatevi uno smartphone rivoluzionario. E nemmeno il dispositivo che farà scendere l’iPhone dal piedistallo. Il Nexus One è solo un telefonino evoluto che presto sarà raggiunto e superato da altri telefonini (più evoluti). Però c’è la firma di Google e questo fa tutta la differenza del mondo.

Se non altro, l’attesa per l’uscita del primo vero Google-phone è finita. E con in mano la lista ufficiale delle specifiche tecniche possiamo finalmente ragionare a carte scoperte sulla reale competitività di BigG nel settore telefonico.

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Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
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