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	<title>Hitech e Scienza &#187; Quelli che…su Internet non comprano, però si informano</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Quelli che…su Internet non comprano, però si informano</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto.catania</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Più di un italiano su cinque si affida principalmente a Internet per avere informazioni su prodotti e servizi. Anche se poi l’acquisto va a farlo in negozio
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6418" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-6418" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2009/10/facebook-lavoro-large.jpg" alt="AP Photo/Thomas Kienzle" width="500" height="373" /><p class="wp-caption-text">AP Photo/Thomas Kienzle</p></div>
<p>Non tutti gli italiani si fidano di Internet per fare acquisti: solo il 33% dei nostri connazionali connessi in Rete (più o meno un sesto della popolazione) utilizza l’<strong>e-commerce</strong> per le proprie spese (dati Netcomm 2009). Un dato modesto se paragonato a quello francese (55%) e britannico (75%), giusto per fare un confronto con due delle nazioni europee più evolute nel rapporto con il Web.</p>
<p>I motivi? Più o meno sempre gli stessi: <strong>diffidenza nell’utilizzo delle carte di credito, mancanza di un contatto diretto con il venditore e scarsa convenienza delle proposte online</strong>.</p>
<p>Il discorso però cambia quando si tratta di reperire informazioni sugli oggetti da acquistare. <span id="more-8846"></span>Secondo l’ultimo <a href="http://www.multicanalita.it/" target="_blank">Osservatorio Multicanalità</a>, progetto promosso da Nielsen, Connexia e la School of management del Politecnico di Milano, <strong>il 22% degli italiani (circa 13 milioni) utilizza il Web come principale risorsa per cercare informazioni su prodotti e servizi</strong>. In pratica quasi la metà degli Internauti tricolori (23,6 milioni secondo l’ultimo censimento Nielsen) naviga sin Rete alla ricerca di beni di consumo o servizi (+14% rispetto al 2007).</p>
<p>Da notare il fatto che circa il 18% della popolazione (+22% rispetto al 2008) pratica l’<strong>info-commerce</strong>, si informa su Internet ma poi va a comprare sul canale fisico, mentre il 16% dichiara di aver rinunciato ad acquistare un determinato prodotto dopo aver letto una recensione negativa sul Web.</p>
<p>Fra i punti salienti della ricerca c’è la comprensione dei rapporti fra aziende e utenti evoluti, che nella ricerca vengono suddivisi in “reloaded” (coloro che nei processi di relazione con le imprese, cercano interazione e coinvolgimento, ad esempio nei <strong>blog</strong> e nei<strong> forum</strong>) e “open minded”<strong> </strong>(consumatori multicanale che usano tutte le fonti media per raccogliere informazioni pur non essendo parte attiva). Queste due fasce sono in costante aumento (insieme rappresentano oltre 20 milioni di consumatori) a causa di due fenomeni: da un lato la <strong>diffusione di nuove tecnologie</strong>, grazie alle quali il consumatore italiano è passato a logiche di maggior coinvolgimento e interazione multicanale con le aziende e gli altri consumatori, dall’altro la <strong>crisi economica</strong> che ha indotto parte della popolazione ad allentare il legame verso il punto vendita (e la marca) in favore di un maggior coinvolgimento nel processo d’acquisto che punta a <strong>confrontare prezzi e cercare occasioni di risparmio</strong>.</p>
<p>Un trend – conclude la ricerca – che dovrebbe spingere aziende e istituzioni a mettere a punto <strong>strategie mirate</strong> per l’una o l’altra tipologia di acquirente in base alla propria customer base. In che modo? Studiando i linguaggi di comunicazione verso il consumatore, valutando meglio il passaparola e disegnando punti vendita personalizzati.</p>
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