
«Il futuro del porno sono i video on demand e lo streaming, ossia la possibilità di scaricare i filmati hard da internet direttamente sulla tv del salotto» dice la star italiana dei film a luci rosse Rocco Siffredi, incontrato da Panorama all’Adult entertainment expo di Las Vegas, la più grande fiera al mondo dedicata al sesso e alla trasgressione.
Siffredi, che alcuni anni fa aveva lasciato il set per dedicarsi alla regia, è tornato a fare l’attore, anche perché il suo sito è fra i più cliccati dai voyeur della rete. Per Rocco, e non solo per lui, il futuro del porno è il web: consente, infatti, risparmi enormi sulla produzione e distribuzione dei dvd, permettendo quindi di vendere i film a basso prezzo. «Un milione di persone che pagano 1 dollaro, fanno un totale di 1 milione di dollari. Niente male» chiosa l’attore. Agli Avn awards, gli Oscar dei film hard che ogni anno si assegnano a Las Vegas, Siffredi è stato premiato, ottenendo la statuetta della migliore serie straniera dal titolo Rocco puppet master.
Una rotta, quella della migrazione sul web tracciata da Siffredi, avvalorata dai numeri. Secondo i dati emersi alla fiera di Las Vegas, negli Stati Uniti ogni secondo vengono spesi 3.075 dollari per l’acquisto di materiale pornografico sul web e 28 mila utenti guardano materiale per adulti; ogni 39 minuti viene creato un nuovo video erotico; ogni giorno 68 milioni di utenti online digitano termini hard nei motori di ricerca. A livello mondiale, 72 milioni di utenti all’anno (per il 28 per cento donne) consultano i 4,2 milioni di siti per adulti presenti sul web (il 12 per cento di tutti i siti esistenti).
Un business miliardario
La pornografia sul web è dunque un fenomeno globale, la cui crescita non è destinata a diminuire, anzi le nuove tecnologie rappresentano un’ulteriore spinta. La disponibilità di connettività a banda larga e l’alta definizione permettono oggi di usare il web come una gigantesca videoteca a portata di mouse. La maggior parte dei siti che permettono di scaricare video offrono la possibilità di vederli in Hd, a pieno schermo, anche sul televisore. Il computer si è cosi trasformato in un self-service del porno consentendo agli utenti non solo di guardare i film ma anche di condividerli, commentarli, scambiarli.
I video che arrivano dal web hanno ormai una qualità paragonabile a quella dei film in dvd, con il vantaggio di poter vedere i titoli preferiti quando si vuole, senza dover uscire con il bavero alzato da una videoteca o da un sex shop.
I guadagni del porno online vengono stimati intorno ai 2,5 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti e ci sono significativi margini di crescita.
La risposta alla crisi
Il proliferare dei siti a pagamento che trasmettono film a luci rosse è dovuto specialmente alla crisi che, pure in questo settore, si è fatta sentire. Tanto che i più importanti studios hanno ufficialmente chiesto un aiuto pubblico. Joe Francis, produttore della serie di dvd Girls gone wild, e Larry Flynt, fondatore della rivista Xxx Hustler, hanno inoltrato una richiesta di 5 miliardi di dollari al Congresso americano. Se lo stato ha aiutato l’industria dell’auto e le banche, perché non salvaguardare anche i migliaia di addetti in questo settore? Le vendite di dvd oltreoceano sono in effetti calate del 22 per cento e i compensi si sono più che dimezzati. L’attrice di film per adulti Savannah Stern ha confessato a Panorama che meno di due anni fa guadagnava circa 150 mila dollari all’anno e ora fa fatica ad arrivare a 50 mila.
Social porno e pirateria
Se internet da un lato può essere l’ancora di salvezza di questo mondo, dall’altro può anche esserne il carnefice.
«Il mercato dell’intrattenimento per adulti ha registrato, infatti, un declino significativo nelle vendite di dvd a causa della pirateria e dei siti porno gratuiti» spiega a Panorama Alec Helmy, presidente ed editore di Xbiz, la bibbia dell’industria a luci rosse. La vera minaccia del business online è rappresentata dai siti porno «social». Il modello gratuito di accesso e condivisione dei filmati inventato da Youtube è stato infatti copiato da numerosi siti come Xtube, Redtube, Youporn e Porn-hub. Questi portali hanno conosciuto un incremento esponenziale negli ultimi anni. Solo dal 2006 (anno d’inizio del fenomeno) al 2007, stando ai dati di Compete.com, Xtube ha aumentato il suo pubblico online del 241 per cento; Youporn è cresciuto addirittura del 9.202 per cento.
Questa tendenza si è confermata nell’ultimo anno, visto che Pornhub, uno dei siti più in voga, ha registrato un incremento del 104 per cento, annoverando tra i visitatori quasi 10 milioni di utenti. Molti dei video presenti su questi siti sono spezzoni delle migliori produzioni internazionali e questo ha costretto i principali studios a intraprendere azioni legali per tutelare i diritti d’autore, riunendosi in un’associazione, la Pak Group.
La lotta alla pirateria diventa primaria anche contro il download illegale dei film con i sistemi di file sharing. Secondo la Brigham Young University, ogni mese vengono scaricati 1,5 miliardi di materiali pornografici, il 35 per cento di tutti i file scaricati con i peer-to-peer.
La nuova frontiera? Blu-ray e 3D
La sopravvivenza delle case di produzione di intrattenimento per adulti dipenderà quindi molto dalla lotta alla pirateria, ma anche le nuove tecnologie avranno un ruolo determinante. L’alta definizione è un elemento fondamentale per attrarre utenti a pagamento soprattutto online, anche se i film in blu-ray potrebbero consentire all’industria una seconda giovinezza, grazie anche alla comparsa del 3D.
Il successo di Avatar di James Cameron ha confermato una tendenza che dopo Hollywood sembra avere contagiato la San Fernando Valley, l’area della California con il maggior numero di studios di film per adulti. Durante la fiera Adult entertainment expo di Las Vegas sono stati presentati con grande enfasi alcuni titoli, come Bad Girls prodotto da Lance Johnson, che ha dichiarato: «Vogliamo offrire agli utenti la migliore esperienza 3D mettendo a disposizione non solo i contenuti, ma anche l’intero kit composto di televisore stereoscopico e lettore».
Il 3D è un’opportunità anche per l’online, il sito BadGirlsIn3D sta per aprire, mentre Adult4d.com è già attivo da quasi un anno e per 29,95 dollari al mese offre contenuti per gli amanti del genere tech. Le tre dimensioni affascinano anche registi italiani come Tinto Bass, che ha deciso di girare il primo film erotico nazionale con questa tecnologia, titolo Chi ha ucciso Caligola?, grevemente ribattezzato Chiavatar.
Questo filone ha pure nei videogiochi per adulti una nuova opportunità di sviluppo. Alcuni titoli come 3D Slunt e 3D Sex Villa sono già dei best-seller.
Minorenni (e non solo) soggetti a rischio
Se da una parte la pornografia è un business in ripresa, dall’altra sono aumentati i rischi per gli utenti esposti ai contenuti per adulti. «I casi di dipendenza da pornografia sono cresciuti in misura esponenziale da quando c’è internet» dice a Panorama Francesca Romana Tiberi, psicologa esperta in disturbi sessuali.
Il problema è la facilità d’accesso a materiali pornografici, milioni di foto e video sono reperibili da chiunque, in qualsiasi momento, ovunque. «Sempre più utenti non riescono a staccarsi dallo schermo, compromettendo la propria vita sociale, le relazioni di coppia, arrivando anche ad avere problemi economici proprio come nella dipendenza da gioco».
A essere esposti a questi rischi non sono solo gli adulti, ma anche i minorenni. In media la prima esposizione a contenuti pornografici avviene a 11 anni e il consumo più elevato di materiali per adulti su internet riguarda ragazzi dai 12 ai 17 anni. «Il problema» dice ancora Tiberi «è che i minorenni non hanno la capacità di capire che ciò che vedono è finzione, ritenendo veri i modelli che arrivano dal web».
D’altra parte, secondo uno studio Symantec, un ragazzo su cinque ammette di trasgredire online, e non solo in materia di sesso. Genitore avvisato, mezzo salvato.
- Giovedì 11 Febbraio 2010


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Commenti
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Il 11 Febbraio 2010 alle 18:30 Sesso in rete: dai social network al 3D, la pornorivoluzione ha scritto:
[...] di dollari solo negli Stati Uniti e ci sono significativi margini di crescita. LEGGI TUTTO SU FONTEgoogle_ad_client = “pub-4031877095046806″; /* 336×280, creato 05/02/10 */ google_ad_slot = [...]
Il 12 Febbraio 2010 alle 11:50 Gocce di piacere ha scritto:
[...] di scaricare i filmati hard da internet direttamente sulla tv del salotto secondo Rocco Siffredi.Leggi… Nuove copie del richiestissimo manuale su "Adolescenti e Sessualità", giunto [...]
Il 14 Febbraio 2010 alle 17:41 Panorama in edicola - n°07/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:
[...] SESSO IN RETE Dai social network al 3D: pornorivoluzione di Guido Castellano e Mark Perna ALLA GUIDA Il piacere di ritornare al futuro di Lucia Scajola [...]
Il 26 Aprile 2010 alle 21:58 ragazzomaledetto ha scritto:
Anche in Italia non se lo fanno dire due volte, infatti si vedono nascere social network per adulti, in versione erotica e porno, come per esempio http://www.mysocialsex.com un fenomeno che in poche settimane ha raggiunto migliaia di utenti iscritti. Una sorta di facebook in versione erotica… credo si tratti di un fenomeno che non andrà scemando, anzi.
Il 2 Luglio 2010 alle 15:20 XXX siti porno cercasi - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] Una politica che non piace a tutti i distributori di contenuti hard, molti dei quali non gradiscono l’idea di un “ghetto” del porno che oltretutto li obbliga a versare un tassa di registrazione molto più salata rispetto ai classici domini .com. Ma auspicabile secondo l’Icm Registry, il consorzio americano che si occupa delle pratiche di registrazione dei domini triple X, giacché i siti hard rappresentano allo stato attuale oltre il 12% di Internet, nonché la parte ormai più redditizia di un’industria che ha ormai abbandonato i vecchi supporti – dalla videocassetta al dvd – per buttarsi anima e corpo sul mercato online. [...]
Il 24 Settembre 2010 alle 8:01 ametrano ha scritto:
Sarà sempre comunque difficile distingure alcuni siti fra pornografici e non, vedasi alcuni siti di nicchia per incontri che possono fuorviare le reali intenzioni degli utilizzatori
Il 16 Novembre 2010 alle 1:08 mochk75 ha scritto:
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Il 3 Dicembre 2011 alle 12:54 ojoblog ha scritto:
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