- Tags: 3D, avatar, cinema, igiene, occhiali 3D, salute
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Con la tecnologia 3D il cinema ha fatto uno di quei passi avanti da cui pare difficile tornare indietro. Chiunque abbia visto Avatar o anche semplicemente il cartone animato Up in tre dimensioni sa di che cosa parlo. Certo, costa un po’ di più, ma in molti casi lo spettacolo vale davvero il sovrapprezzo. La maggiorazione del biglietto è dovuta agli adeguamenti tecnici necessari per la proiezione dei film in 3D (cabina di proiezione dedicata con proiettore digitale) e alla fornitura degli occhiali, con il relativo personale necessario per la loro distribuzione e il ritiro a fine proiezione. E’ quello che succede tra uno spettacolo e l’altro che non è chiaro.
Le domande a cui servirebbe dare una risposta sono le seguenti: gli occhialini vengono puliti? Quanto spesso? E come? In base alla mia personale esperienza la pulizia non è proprio il primo pensiero dei gestori dei cinema: mi sono capitati occhiali appannati, alonati o con ditate. La mia reazione è stata di tirare fuori un fazzoletto e dare una bella ripassata alle lenti per tutta la famiglia con il solo scopo di riuscire a vedere lo schermo e godere dell’effetto tridimensionale. C’è un altro aspetto che avrei però dovuto considerare: un paio di occhiali usati da qualcuno e non disinfettati sono un potenziale veicolo di infezioni e parassiti, ti puoi beccare dai pidocchi alla congiuntivite.
Sembra averci pensato il Ministero della Salute che, di concerto con il Ministero per lo Sviluppo Economico, ha appena predisposto il sequestro da parte dei Nas di 7000 esemplari cui manca l’etichettatura europea CE. La segnalazione era partita dal Codacons, che denunciava proprio la presenza di occhialini non a norma, oltre a sollevare la questione igienica.
“Noi disinfettiamo gli occhialini dopo ogni uso prima di passarli allo spettatore successivo”, assicurano i gestori del Circuito Cinema Genova, che ha, tra i suoi cinque cinema, due sale predisposte per le proiezioni in 3D. Ma non esiste una procedura standard considerata ottimale, perciò par di capire che ogni gestore fa quel che ritiene opportuno. “All’inizio”, racconta Alessandro Giacobbe, amministratore del Circuito del capoluogo ligure, “ci eravamo dotati di salviette igienizzanti, ma poi abbiamo ritenuto che non bastassero a garantire la pulizia. Così spruzziamo gli occhiali con uno spray anti-batterico e li passiamo dalla scatola di quelli sporchi, usata per il ritiro a fine proiezione, a quella degli occhiali puliti, pronti per la distribuzione. Ma usiamo anche salviette antibatteriche monouso, che possono essere utilizzate dallo spettatore stesso”. Ma come spiegate ditate e aloni che a volte si trovano sulle lenti? “I nostri addetti utilizzano guanti monouso e puliscono le lenti con dei disinfettanti che possono lasciare aloni”. “Comunque sulla questione occhialini si sta raggiungendo il paradosso: perché allora non vietiamo l’uso delle audioguide nei musei o delle cuffie per la traduzione simultanea ai congressi?”. E infine Giacobbe insinua il dubbio: “Proprio ora che la gente finalmente esce di casa e affolla i cinema esplode la poleminca: non ci sarà il timore che il cinema riprenda il sopravvento sulla tv?”.
Sul fatto che ogni singolo paio di occhiali debba riportare il marchio CE i gestori non sono d’accordo. “Di certo abbiamo subìto anche noi sequestri e sanzioni amministrative per mancanza di informazioni da allegare agli occhiali”, spiega Giacobbe”. “Gli occhiali sono conformi ma non sono marchiati singolarmente. Il prodotto è fornito da un’azienda americana in tutto il mondo e solo in Italia è stato sollevato il problema. Le norme non dovrebbero essere applicate col paraocchi, è proprio il caso di dirlo”. “Ora”, spiega Giacobbe, ”abbiamo messo nelle sale cartelli esplicativi con informazioni basilari sugli usi propri degli occhiali, sulla provenienza e i materiali di fabbricazione”.
Per non correre rischi ci sarebbero due alternative. La prima, disastrosamente anti-ecologica, consiste nell’usare occhiali usa e getta, con una resa comunque assai minore rispetto agli occhiali che si noleggiano. La seconda, alla quale forse gradualmente si arriverà, potrebbe essere il passaggio dal noleggio al possesso degli occhiali 3D: se in futuro sempre più film saranno prodotti con questa tecnologia non è difficile immaginare che un accanito cinefilo possa acquistare il proprio paio di occhiali da portare al cinema con sé. Il modello base della XPand costa online 109 dollari (circa 80 euro), ma è probabile che i prezzi calino in futuro.
In attesa che il Ministero della Salute suggerisca una “buona pratica”, (Panorama.it lo ha contattato ma non ha avuto risposte in merito), la soluzione migliore per stare tranquilli sembra essere quella di dotarsi di salviette battericide, o chiederle agli addetti in sala, e provvedere a un’accurata pulizia fai-da-te.
- Venerdì 19 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 20 Febbraio 2010 alle 18:01 miguel ha scritto:
Non sarebbe piú facile darli nuovi ogni volta? Io vivo in Venezuela, immagina, li danno nuovi ad ogni funzione prova é che no c’era nessuno che li ritirava all’uscita.
Il 20 Febbraio 2010 alle 23:07 rozdog77 ha scritto:
Be devono essere disinfettati sicuramente e fino qua ci siamo senza dubbio!
Il problema resta sulla stupidita’, mancata attenzione e come al solito “PERCHE’ IL PRODOTTO e’ AMERICANO ALLORA c’e’ DA FIDARSI”…. FIDARSI UN CORNO, l’america non fa niente di meglio dell’europa e questo e’ pure scontato,
il marchio della CE ci vuole e basta..e’ LEGGE EUROPEA e devono essere a norma.
POI…CI VORREBBE un ispettore sicuramente che controlli gli occhialini…MOLTI di questi occhiali hanno dei problemi di conformita’…come si diceva..SONO SCADENTI.. e per non parlare del FATTO che fanno venire un mal di testa incredibile… ed io che li vedo all’I-MAX so di cosa parlo.
rispondendo a
@miguel : Io credo che sia veramente uno spreco e si va a finire anche di inquinare ancor di piu’.SE fanno cosi in venezuela… “BELLA AMMINISTRAZIONE”…non trovi sia sbagliato questo spreco ed inquinamento?
Il 21 Febbraio 2010 alle 3:08 miguel ha scritto:
Hai ragione sullo spreco, credo che dovrebbero regalarli la prima volta e invitare il pubblico a conservarli per una prossima occasione, sempre che siano di buona qualitá.
In quanto all’amministrazione meglio lasciamo perdere…….
Il 23 Febbraio 2010 alle 2:25 Occhiali 3D: rischio reale o falso allarme? ha scritto:
[...] (circa 80 euro), ma è probabile che i prezzi calino in futuro.leggi l’articolo completo su : fonte /**/ Be the first to comment - What do you think? Posted by Diablo010473 - 19/02/2010 [...]
Il 23 Febbraio 2010 alle 8:15 Occhiali 3D: rischio reale o falso allarme? | eventinellacitta.com ha scritto:
[...] Read more on Panorama on line [...]
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