
di Zornitza Kratchmarova
Fare shopping, interagire con le istituzioni, scambiare opinioni in diretta: presto con la tv potremo fare tutto questo e molto altro, grazie alla rivoluzione del digitale terrestre, che sta gradualmente conquistando l’Italia. Il 18 maggio 2010 si spegnerà infatti il segnale analogico di Raidue e Rete 4 in parte di Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Sarà un altro passo verso il completamento dello switch off, ossia il passaggio finale dal vecchio tubo catodico all’era digitale, che avverrà il 12 dicembre 2012.
Il 2010 è cruciale: entro fine anno altre sei regioni saranno digitalizzate con 10 milioni di famiglie e 23 milioni di persone coinvolte. In pochi mesi il 70 per cento della popolazione italiana abbandonerà la tv in chiaro. Ma stando agli ultimi dati diffusi dal consorzio Dgtvi, che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia media e varie associazioni di tv locali, il digitale terrestre è già entrato nel 60 per cento delle case italiane. Tanti sono coloro che hanno un decoder, integrato nella tv o esterno, per ricevere il segnale del futuro.
Perché la tv digitale offre molti vantaggi: audio pulito e immagini nitide, ma anche una programmazione altrimenti impossibile. Per un motivo semplice: il digitale terrestre occupa meno spazio nell’etere, tra le cinque e le sette volte, e in prospettiva si potrebbe arrivare a 10. Dove oggi c’è un canale analogico domani sarà possibile far viaggiare fino a 10 canali digitali. La Sardegna, prima a fare il salto nel novembre 2008, è passata di colpo da 26 a 59 canali disponibili gratuitamente. Per non parlare di tutti i canali a pagamento offerti, tra gli altri, da Mediaset con il pacchetto Premium, dalla 7 con Cartapiù o, ancora, da Dahlia tv.
Una delle differenze con la tv del passato è l’interattività. Per ora si possono scegliere lingua e sottotitoli di un film, consultare i risultati delle partite o le formazioni di calcio schiacciando un tasto, o, nei comuni in cui i singoli servizi sono attivi, richiedere un certificato di nascita, pagare le multe o verificare la propria situazione amministrativa all’università.
Anche la pubblicità si adegua. Presto basterà un clic sul telecomando per acquistare il prodotto visto in tv. Ma non basta: negli Stati Uniti sta prendendo piede l’idea che la tv possa fare da social network, grazie alla potenza del digitale. Galvanizzati dal boom di Facebook, i colossi d’oltreoceano si stanno attrezzando.
La Cnn, proprietà della Time Warner, per l’insediamento di Barack Obama, il 20 gennaio 2009, ha creato insieme con Facebook un canale interattivo per gli interventi dei telespettatori. I commenti raccolti sono stati centinaia di migliaia. Ma ci sono anche Boxee o Hulu, strumenti creati da una joint- venture tra Nbc e News corp: danno la possibilità di condividere, commentare, ordinare e votare contenuti di varie fonti televisive, fruiti in diretta o su richiesta. Che sia solo l’inizio?
- Sabato 20 Febbraio 2010
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