In Italia solo un quarto delle case nuove è a prova di sisma

Macerie a Onna (Credit: http://www.flickr.com/photos/pablo72)

C’era una volta una classificazione sismica del territorio italiano. Era il 1971 e si teneva piuttosto sul vago, distinguendo soltanto tre zone, dal rischio più alto al più basso, e lasciando una quantità di zone grigie, non classificate in quanto considerate a rischio trascurabile.

Dopo 35 anni, nel 2006, è arrivata una classificazione nuova, qui la mappa sul sito della Protezione Civile, che divide l’Italia in 4 zone di rischio, precisando il livello di sismicità con una capillarità stupefacente, addirittura Comune per Comune. Ma dalla fotografia della situazione al mettere in pratica passi concreti per la sicurezza dei cittadini, ci sono voluti altri tre anni abbondanti

E’ solo dal 30 giugno del 2009, infatti, dopo il disastroso terremoto abruzzese, che è entrata in vigore una più stringente normativa per la costruzione degli edifici con criteri antisismici, che dettaglia quali accorgimenti vanno presi nel tirare su i palazzi a seconda del livello di rischio della zona in cui si intende costruire. Si trattava di un decreto ministeriale del gennaio 2008, la cui entrata in vigore era slittata, in seguito al Milleproroghe, al gennaio 30 giugno 2010, ma poi frettolosamente anticipata dopo il sisma che ha colpito L’Aquila.

Dopo 38 anni di attesa, quindi, è solo da sette mesi che in Italia vige l’obbligo, per chi costruisce case, di rispettare certi parametri in relazione al rischio sismico. La beffa, però, consiste nel fatto che qualunque cantiere avesse già un progetto di lavori approvato ha potuto portarlo a termine così com’era senza tenere in alcun conto i criteri antisismici.

Ed è così che, in base a un calcolo fatto da Gruppo Immobiliare.it sulla base dei dati raccolti sul portale NuoveCostruzioni.it, che mette insieme domanda e offerta di case nuove e in costruzione, solo il 27 per cento delle case appena costruite o in costruzione rispetta effettivamente le nuove norme.

E’ proprio l’Abruzzo la Regione più “avanti”, con il 39 per cento delle case nuove a norma, seguito da Friuli (38%) e Umbria (37), non per niente tutte zone ad alto rischio sismico. In fondo alla classifica stilata da Immobiliare.it ci sono Sicilia (13 per cento) e Sardegna (11).

Ovviamente chiunque apra un cantiere oggi non potrà non tener conto della nuova legge. Gli adeguamenti che essa impone costituiscono, sempre secondo stime di Gruppo Immobiliare.it un aggravio di circa il 10 per cento in media sui costi e, quel che più conta, un allungamento dei tempi di costruzione di circa il 30 per cento. Ma di questi tempi chi non è disposto a pagare un po’ più caro e aspettare qualche mese in cambio di una maggiore sicurezza?

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Applicazioni Mondadori
  • R101