
L'asse terrestre si è spostato in seguito al terremoto in Cile (Credit: Ansa)
Avete l’impressione che le giornate durino sempre meno? Forse non è solo una sensazione legata agli anni che passano. Il terribile sisma che ha sconvolto il Cile, infatti, potrebbe aver spostato l’asse della Terra e di conseguenza accorciato le giornate. Secondo lo scienziato della Nasa, Richard Gross, il terremoto del Cile ha spostato l’asse di circa 8 cm e accorciato le giornate di 1,26 microsecondi.
L’inclinazione del pianeta influenza le stagioni, ma in realtà una leggera modifica dell’asse non dovrebbe comportare cambiamenti sostanziali. Anche il terremoto di 9,1 gradi che, nel 2004, mise in ginocchio Sumatra accorciò le giornate (6,8 microsecondi) e alterò l’asse della Terra.
Ma come è possibile che un terremoto, per quando potente (il sisma cileno ha raggiunto 8,8 gradi di magnitudo) possa addirittura variare l’inclinazione dell’asse di rotazione del pianeta? I sismologi, ha osservato il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi, hanno calcolato che il terremoto in Cile ha spostato una massa lunga circa 500 chilometri, larga 200 e dallo spessore di 10 chilometri. Lo spostamento di una massa di materia così grande ha variato l’equilibrio del pianeta e ha imposto un cambiamento, seppur minimo, nell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita. Se l’inclinazione dell’asse varia, questo cambiamento si ripercuote sulla rotazione della Terra.
Se il terremoto di Sumatra aveva provocato uno spostamento di circa 6 centimetri, le prime stime sul terremoto del Cile indicano uno spostamento che varia dagli 8 centimetri ipotizzati dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ai 12 che emergono dai modelli dell’Ingv. Di conseguenza le giornate sono diventate più corte, anche se in modo impercettibile: stiamo parlando di un accorciamento di 1,26 microsecondi. Praticamente nulla, anche se questi spostamenti dovuti ai terremoti si accumulano e di microsecondo in microsecondo possono risultare in una perdita netta di tempo più corposa. Comunque, secondo quanto riporta la rivista Scientific American, se le stime fatte dagli scienziati sono giuste ci vorranno più di 130.000 anni per totalizzare un solo minuto di tempo svanito.
E intanto c’è già chi pensa ai terremoti futuri. Come il fisico boliviano, Edson Burgoa, ricercatore dell’osservatorio sismologico di San Calixto, secondo il quale a causa di “vuoto sismico” individuato tra le città di Arica ed Iquique, situate nel nord del Cile, potrebbe scatenarsi un nuovo terremoto in un punto imprecisato dei 500 chilometri che separano le due città. Burgoa ammette però che non è possibile prevedere quando potrebbe avvenire il nuovo sisma.
”E’ stato accertato un gap sismico tra le due città”, ha precisato il fisico, e questo produce ”un processo di deformazione della superficie e, quindi, un’accumulazione di energia” che un giorno potrebbe liberarsi. Alla luce del fatto che gli specialisti hanno determinato che nella regione, tra Arica ed Iquique, avviene un sisma ogni 150 anni, secondo il fisico “saremmo alla scadenza di tale termine”. Secondo il sismologo, il terremoto avvenuto nel sud del Cile non influisce sulla possibilità che ne accada un altro nel nord, poiché i territori geologici sono indipendenti.
- Mercoledì 3 Marzo 2010


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Commenti
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Il 3 Marzo 2010 alle 18:39 carlo.tosi ha scritto:
La terra sembra essere sempre più irrequieta. Tra uragani, terremoti e tutte le altre calamità naturali che si registrano con sempre maggiore frequenza e potenza distruttrice, non si sa più cosa aspettarsi nel futuro più o meno prossimo. Che la mano dell’uomo abbia contribuito? Può essere, di certo non abbiamo avuto rispetto per la nostra piccola casa nell’universo. Che stia venendo il momento dello sfratto di tutti noi per abuso di potere e per cattiva condotta?
Il 4 Marzo 2010 alle 16:48 jane55 ha scritto:
Sono pienamente d’accordo con il precedente intervento. Abbiamo e continuiamo a mostrare estremo disinteresse nei confronti del rispetto dell’ambiente.Troppi terremoti,cicloni, uragani,e soprattutto di intensita’ troppo forte. Vorrei soltanto che i vari governi che a turno si dicono interessati ai temi ambientali e poi non fanno nulla per salvare questa nostra terra, riflettessero su cosa sta accadendo.E ancora, la massa di ricerche che dalla NASA e altre agenzie spaziali si sta concentrando sulla ricerca di un’altro pianeta simile alla terra e’ forse soltanto curiosita’ scientifica, o piuttosto la consapevolezza che stiamo pilotando la terra verso condizioni ecologiche e habitat naturali sempre piu’ difficili da abitare?
Il 6 Marzo 2010 alle 12:40 nullscript ha scritto:
Ma che centrano gli interventi umani con le calamità naturali? I terremoti avvengono perchè la Terra è un pianeta geologicamente vivo: se non ce ne fossero sarebbe geologicamente morto. Quelli che per noi sono delle catastrofi, per il nostro pianeta sono semplici ed elementari fasi della sua lunga esistenza. Ma si sa, le persone sono sempre portate a mettersi al centro di tutto, sentendosi responsabili di ogni cosa che accade.
Si parla di pianeta ammalato, di pianeta da salvare, ecc. ma in realtà la Terrà non è che un ammasso di vari elementi. Non è stabilito da nessuna parte che la normalità sia rappresentata dall’essere vivibile per le forme di vita.
La Terra durante le sue prime fasi di vita aveva un unico supercontiente, Pangea. Quanta energia e quanti catastrofici (dal nostro punto di vista) cambiamenti ha dovuto attraversare per raggiungere lo stato attuale? E di certo non si fermerà soltanto perchè adesso è abitata da una forma di vita intelligente.
Quello che possiamo fare è sfruttare le nostre capacità intellettive per giungere a nuove tecnologie in grado di proteggerci meglio durante questi eventi.
Curioso, vero !? L’unico modo che abbiamo per sopravvivere ai normali sussulti della Terra, è quello di intervenire su di essi e cercare di modificarli e sottometterli alle nostre esigenze. Chissà se ci riusciremo mai …
Il 19 Aprile 2010 alle 12:59 Eruzioni e terremoti: il 2012 può attendere - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] così un enorme numero di vittime, come nel caso dei disastrosi terremoti avvenuti ad Haiti, in Cile, in Cina, interferisce con le attività umane in modi che sembrano nuovi anche se in realtà non lo [...]
Il 3 Dicembre 2011 alle 12:53 ojoblog ha scritto:
http://www.ojoblog.it/
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