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Il cimitero di The Sims 3
Nella vita quotidiana di ciascuno di noi il web si sta ritagliando uno spazio sempre più ampio.
Oggi gestiamo i contatti su Facebook, carichiamo video sui portali dedicati, teniamo traccia della musica ascoltata o degli ultimi libri letti. C’è chi carica le mappe degli itinerari di viaggio, chi condivide il calendario, chi tiene traccia dei propri progressi nello sport; o ancora chi pianifica il matrimonio, chi crea album fotografici con i momenti più belli della propria vita.
Tutte queste attività oltre ad essere di carattere personale, rientrano nella sfera della condivisione e della memoria.
Non bisogna stupirsi troppo se in tutto questo marasma digitale faccia capolino anche l’oscura signora.
In effetti la Morte nel web non è di certo un’utente dell’ultima ora: basti pensare a un sito come Death Clock, online da almeno 12 anni. Ed è stato senz’altro prima dell’avvento della nuova era del web che hanno cominciato a saltar fuori i primi siti concepiti come cimiteri virtuali.
Anche la morte è diventata 2.0? In un certo senso si potrebbe dire di sì e sembra avere uno sviluppo parallelo all’attuale concezione della Rete. O molto più semplicemente, la Rete è diventata parte del nostro quotidiano, costruisce parte del vissuto.
Da una parte gli utenti sembrano aver bisogno di celebrare i cari estinti anche online, creando un luogo dove è possibile ricordare permanentemente la persona scomparsa. Un buon esempio è dato da respectance.com.
Recentemente è nata una realtà italiana simile, lifestrand.net, localizzata anche in inglese. L’idea è quella di registrare la persona deceduta e di lasciare che le persone scrivano messaggi, ricordi, fotografie…
Tutto ciò ricorda un po’ il senso di Facebook o di MySpace, no? Solo che in questi casi il protagonista non c’è più, non ha potere su quel che viene ricordato.
Ma la morte sul web non è solo celebrazione e memoria.
C’è chi decide di pianificare nel dettaglio le proprie esequie utilizzando mywonderfullife.com, dove nulla viene lasciato al caso. Un sito decisamente affascinante, adottabile dai maniaci del controllo. Ma non prima di aver registrato un account su Legacy Locker…
Un altro degli aspetti fondamentali è infatti cosa sarà della nostra vita digitale una volta che quella “reale” sarà conclusa.
Di fatto è abbastanza inquietante - sia per chi se ne va che per chi rimane - immaginare un profilo facebook, un blog, le raccolte di foto e video, le caselle email, le miriade di account aperti nell’arco di una vita, in stato di abbandono. Tutto questo materiale prima o poi andrà perduto e chi rimane deve assumerne la responsabilità. Legacylocker.com è la risposta.
Per chi invece dovesse scegliere di uccidere la propria identità digitale, c’è sempre la Web 2.0 Suicide Machine o Seppukoo per il solo Facebook.
- Lunedì 15 Marzo 2010


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Il 16 Marzo 2010 alle 1:01 Le news di marzo 16th dalle ore 00:01 alle ore 00:19 | Bloggerman ha scritto:
[...] Amore e morte sul <b>web 2.0</b>: quando il trapasso è online – [...]
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