
(Credits: Google)
Centotrentacinquemila telefonini venduti. A tanto ammonta – secondo l’istituto di analisi americano Flurry - il totale delle vendite realizzato dal Nexus One nei suoi primi due mesi e mezzo di vita. Visto così sembrerebbe un numero come tanti altri, ma se si raffronta il dato con quello di altri due modelli di riferimento, l’iPhone di Apple e il Motorola Droid, il dato assume tutto un altro significato. Come si può vedere da questo grafico, infatti, il primo smartphone touch-screen di Google ha infatti racimolato poco più di un decimo delle vendite dei suoi concorrenti.
Sorpresa? Solo in parte. Fin da principio è parso chiaro che dietro al Nexus One non ci fosse tanto l’intenzione di portare alla ribalta un prodotto rivoluzionario quanto piuttosto la volontà di capire fino a che punto può pesare il marchio di Google nelle vendite di un telefonino. A Mountain View, di fatto, hanno preso un telefonino di un altro produttore (Htc) e lo hanno rimarchiato: un modo per metterci la faccia, oltre che il cuore (Android) e provare ad alzare la posta in gioco.
A molti utenti, evidentemente, l’operazione deve essere sembrata un “bluff”. Se a ciò ci aggiungiamo il fatto che il telefono è stato venduto finora solo online e in tre sole nazioni non c’è da stupirsi se il Nexus One sia rimasto per il momento al palo.
- Giovedì 18 Marzo 2010


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