Cresce la domotica, scendono i consumi di casa

(Credits: Torley Olmstead@Second Life)

(Credits: Torley Olmstead@Second Life)

A chi non è mai capitato di lasciare il condizionatore acceso prima di andare in vacanza, o più semplicemente di non spegnere una luce, di lasciare una tapparella alzata o l’antifurto disinserito prima di uscire di casa? Sono le piccole e grandi dimenticanze che alla lunga finiscono per incidere sui costi di casa. Non è un caso che la domotica, la scienza che studia l’automazione degli ambienti domestici, si sia concentrata negli ultimi tempi proprio sullo sviluppo di soluzioni per il contenimento dei consumi. Con risultati piuttosto incoraggianti.

Secondo una ricerca condotta da Immobiliare.it sugli oltre 2 milioni e mezzo di annunci presenti sui siti del suo network, più di una casa su due (51%) ha almeno un elemento di automazione negli ambienti. Più che il dato in sé è interessante sottolineare la differenza rispetto al 2008, quando la percentuale di case tecnologiche si fermava al 43%.

Bolzano è la città più “automatizzata”
A guidare la classifica delle città italiane a più alto tasso di automazione nelle case è Bolzano, dove la domotica interessa il 74% delle case di nuova costruzione, seguita da Trento (62%) e Milano (59%); ultima Cagliari, con solo il 13% degli immobili di nuova costruzione automatizzato. Le case domotiche si dividono in due grandi gruppi: quelle con automazione di base (in genere tapparelle e climatizzazione) che rappresentano il 38% degli immobili e quelle con automazione avanzata (che comprende anche antifurto, luci  wireless, telesorveglianza), pari a circa il 13% del campione.  La percentuale crolla se si considerano i soli immobili usati. In questo caso il totale nazionale è di appena il 9% (di cui 7% è l’automazione base e 2% quella avanzata).

Ecco quanto costa la casa tecnologica
I costi? Piuttosto variabili a seconda del tipo di intervento. Su un trilocale di 120 metri quadri, si va dai 10.000 euro per la realizzazione di un impianto medio con controllo luci, imposte e climatizzazione fino ai circa 50.000 euro di un sistema full-optional totalmente personalizzabile. Sull’immobile usato, a questi costi è necessario poi aggiungere una cifra che può variare tra i 5.000 e i 20.000 euro per la realizzazione delle nicchie e delle tracce necessarie ad un impianto di media taglia (con luci, tapparelle e climatizzazione). Cifra che può facilmente superare i 50.000 se, per ragioni di messa a norma, è necessario cambiare le tubazioni per i cavi di segnale che devono essere isolati rispetto a quelli di potenza.

La bolletta si alleggerisce fino al 20%
A fronte di questi investimenti il risparmio sulla bolletta non è indifferente. Secondo la ricerca, i consumi energetici si alleggeriscono da un minimo del 5%, nel caso in cui siano solo le luci a spegnersi da sole, fino a un massimo del 20%, se ad essere automatizzati sono anche il riscaldamento e la climatizzazione e se i materiali utilizzati dal costruttore rispondono ai migliori requisiti di isolamento termico. Calcolatrice alla mano, dunque, il beneficio per l’utente finale è abbastanza tangibile, soprattutto per chi progetta un impianto su un immobile nuovo, per il quale i costi di muratura sono generalmente a carico del costruttore.

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