
Il ciclone tropicale Imani in azione nell'Oceano Indiano (Credit: Nasa)
I terremoti che hanno colpito Haiti e il Cile nei primi mesi del 2010 sconvolgeranno le statistiche per l’anno in corso, ma secondo un’analisi del Worldwatch Institute appena diffusa, è ancora il clima il principale responsabile dell’aumento delle calamità naturali registrate nel 2009 rispetto all’anno precedente. Sono state 860 contro le 750 del 2008, con un aumento del 15 per cento, il che fa del 2009 il quarto anno con più calamità dal 1980.
Il 92 per cento dei disastri dell’anno scorso erano collegati al clima, rispetto all’82 per cento del 2008. Il Worldwatch Institute ne fa una conta precisa: il 42 per cento tra tifoni e tempeste, il 38 per cento di inondazioni e il 12 per centro di altri eventi atmosferici come ondate di freddo e di caldo, siccità e incendi boschivi. L’8 per cento delle catastrofi registrate nel 2009 sono stati invece eventi geologici quali terremoti (come dimenticare il sisma dell’Aquila avvenuto lo scorso aprile?), eruzioni vulcaniche, tsunami o frane.
Quando però si arriva al capitolo danni, si scopre che il totale delle perdite economiche dovute ai disastri naturali nel 2009 è stato di circa 50 miliardi di dollari. Vi sembrano un’enormità? Eppure è la cifra più bassa registrata dal 2001. Le perdite coperte da assicurazione ammontano a 22 miliardi di dollari. Anche in questo caso è il clima il responsabile della maggior parte dei danni: sono dovute ad eventi atmosferici avversi l’88 per cento delle perdite e addirittura il 98 per cento di quelle che riguardano beni assicurati. Cifre così basse, calibrate all’inflazione, non si registravano dai primi anni Ottanta e poi di nuovo dal 2000-2001.
E per tenere sotto controllo i cataclismi naturali in corso (dal ciclone tropicale al vulcano che si risveglia) si può visitare la pagina del sito dell’Earth Observatory della Nasa dedicata proprio ai “natural hazards“, corredata da immagini spettacolari. Vale la pena dare un’occhiata anche alla sezione Disastri naturali del sito del quotidiano britannico The Guardian, ricco di informazioni, immagini e link a dossier sui principali eventi degli ultimi anni: un buon modo per non dimenticare.
- Venerdì 26 Marzo 2010
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