Twitter, dove stiamo andando?

(Credits: Twitter)

(Credits: Twitter)

Un tempo la domanda portante del servizio di microblogging Twitter era “cosa stai facendo?”, ma sul finire del 2009 è diventata “che cosa sta succedendo?”.
Si è trattato di un cambiamento decretato dagli utenti stessi, dettato dall’utilizzo reale del network.

Oggi mi sembra di poter dire che questa in realtà sia la storia di tutte le applicazioni web: chi le programma può essere spinto da una motivazione particolare o da un’esigenza, ma è la massa a deciderne il vero utilizzo e lo spirito. Il mito dello status è andato scemando con la crescita dei social network: non più strumenti per una ristretta cerchia di amici, ma un mezzo per condividere un messaggio con il mondo intero. E se per i nostri amici può essere interessante sapere che in questo momento siamo alla mostra di Schiele, per il network lo è di più sapere che sul piazzale di fronte è in corso una manifestazione.

Twitter è diventato un vero e proprio strumento di informazione di massa grazie alla sua immediatezza: l’annuncio di un terremoto viaggia più veloce di una news d’agenzia. Chi è presente a un evento può raccontarlo in diretta e il limite dei caratteri offre rilievo al messaggio senza cadere nella divagazione.

Twitter in alcuni casi è diventato politicamente pericoloso in quanto strumento “troppo democratico”: si pensi agli esempi della Cina e dell’Iran.

Non c’è da stupirsi dunque se anche Google sperimenti sul motore di ricerca per dare rilievo ai messaggi di Twitter in tempo reale, o se la diffusione del mezzo si stia versando a macchia d’olio su popolarissimi siti d’informazione come il New York Times o l’Huffington Post.

Probabilmente due delle chiavi del successo di Twitter sono state gli hashtag e la ricerca interna. I primi mirano ad aggregare i contenuti di un determinato tema (es: “#ipad“), la seconda è stata creata da terzi sotto il nome di Summize e in seguito acquisita.

Oggi Twitter sperimenta un nuovo modello di home page, dedicata alla fruizione dei contenuti per chi ancora non possiede un account. Grazie ai lavori svolti nel campo della ricerca e agli algoritmi che determinano il trend, nella home compaiono le notizie “hot”, i messaggi e le fonti più popolari.
Se da una parte l’intenzione è quella di aumentare le iscrizioni, dall’altra si pone come sommario di ciò che succede nel mondo, mostrando di cosa realmente stiano parlando gli utenti di tutto il mondo.

Su Twitter - nella sua visione globale - i contenuti sono diventati più importanti di chi li racconta, malgrado lo strumento sia nato come personale.

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Il 1 Aprile 2010 alle 0:01 Le news selezionate di marzo 31st dalle ore 23:45 alle ore 23:49 | Bloggerman ha scritto:

[...] <b>Twitter</b>, dove stiamo andando? [...]

Il 1 Aprile 2010 alle 12:02 Panorama News 1 aprile 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:

[...] Twitter, dove stiamo andando? Un tempo la domanda portante del servizio di microblogging Twitter era "cosa stai facendo?", ma sul finire del 2009 è diventata "che cosa sta succedendo?". Si è trattato di un cambiamento decretato dagli utenti stessi, dettato dall’utilizzo reale del network. [...]

Il 4 Aprile 2010 alle 6:02 Twitter, dove stiamo andando? | hitechcitta.com ha scritto:

[...] more on Panorama on line Share [...]

Il 14 Aprile 2010 alle 12:05 Twitter: pubblicità, ma con discrezione - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] raccontavamo in passato, Twitter ha fatto un decisivo salto di qualità con l’introduzione della ricerca. I promoted [...]

Il 22 Giugno 2010 alle 21:29 Twitter: pubblicità, ma con discrezione ha scritto:

[...] raccontavamo in passato, Twitter ha fatto un decisivo salto di qualità con l’introduzione della ricerca. I promoted [...]

Il 11 Febbraio 2011 alle 12:53 Twitter: tutti la vogliono ma nessuno la prende (per ora) | Portale delle scienze ha scritto:

[...] con il suo motore di ricerca. I contenuti di Twitter – lo abbiamo già detto in altre occasioni – stanno diventando più importanti delle persone. E tutto il settore del search ne è pienamente [...]

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