Come cambia Wikipedia

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Non so se sia merito dell’assegno da due milioni di dollari staccato da Google lo scorso mese, fatto sta che da qualche tempo a questa parte ho come l’impressione che le iniziative intorno a Wikipedia si siano moltiplicate. L’ultima in ordine di tempo riguarda l’introduzione di un’interfaccia ridisegnata che, dal prossimo 5 aprile, diventerà ufficialmente la nuova veste del sito.

Da quello che posso vedere da questa anteprima, mi sembra un’operazione di maquillage piuttosto leggera che non intacca lo spirito genuino dell’enciclopedia più poplare del Web. Quanto basta però per rendere la navigazione molto più semplice. Lo dicono anche gli utenti, o meglio il campione di 500 mila beta tester che ha provato sul campo la nuova versione del servizio e che si dichiara per buona parte soddisfatto del restyling (solo 2 beta tester su 10 tornerebbero indietro).

La nuova home page di Wikipedia

La nuova home page di Wikipedia

In realtà al di là dell’operazione di rinverdimento grafico l’obiettivo della Wikimedia Foundation è un altro: invogliare gli utenti a editare sempre più voci. Allo stato attuale, infatti, solo l’1% degli utenti di Wikipedia è responsabile della metà dei contributi del sito, nonostante ci sia un percentuale altissima di utenti “passivi” (circa l’80%) che si dichiara disposto a partecipare.

“Grazie ad una nuova barra degli strumenti, l’editing delle pagine sarà più facile”, assicura Naoko Komura, program manager Stanton Foundation Usability Project di Wikimedia, aggiungendo: “Il box delle ricerche è stato riposizionato per soddisfare le aspettative degli utenti e allinearci agli standard web. Abbiamo ridotto il disordine e ci siamo assicurati che le nuove funzionalità siano compatibili con diverse risoluzioni, browser e finestre”.

Komura non lo dice esplicitamente ma con le voci enciclopediche crescerebbero anche gli utenti, il cui numero appare da qualche tempo in flessione. In quest’ottica va visto anche l’invito della Wikimedia Foundation a corredare le voci testuali con un maggior numero di video. Chi fosse interessato può leggere la pagina web della campagna avviata dalla fondazione in collaborazione con la Open Video Alliance: c’è anche una guida rapida per la pubblicazione di un video in cinque semplici passaggi.

Unica raccomandazione: evitate i tormentoni virali o i videoclip protetti da copyright. Trattandosi di risorse che possono essere riutilizzate da tutti si accettano solo clip al 100% liberi e open-source.

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