
Fumi tossici nel cielo di Shanghai
Anche a sentir ripetere che l’effetto serra è un problema globale e che la Terra è una sola si fa comunque fatica a visualizzare perché le emissioni delle fabbriche cinesi si ripercuotano sul clima dell’Europa. Ma anche chi, e sono sempre di più, non crede al global warming, dovrà forse arrendersi al fatto che l’inquinamento non conosce barriere nazionali o continentali e, letteralmente, “si muove” anche per lunghe distanze. A confermarlo arriva una ricerca pubblicata sulla rivista Science. “Il monsone è uno dei sistemi di circolazione atmosferica più potenti della Terra”, spiega William Randel, del Centro per la ricerca atmosferica in Colorado, uno dei ricercatori che firmano lo studio, “e spesso si crea vicino a una regione fortemente inquinata”. Così milioni di tonnellate di biossido di zolfo e altri inquinanti circolano nella stratosfera sospinti dai monsoni estivi. I satelliti avrebbero rivelato l’esistenza di canali di aria inquinata nella zona di confine tra la troposfera e la stratosfera, che comincia a circa 12 km dal suolo. Gli agenti inquinanti come il biossido di azoto possono stazionare nella stratosfera per anni e sprigionarsi all’improvviso, rappresentando perciò una minaccia costante e globale.
Non sembra però attribuibile dalla rapida industrializzazione di paesi come Cina e India la pessima situazione ambientale in cui versano le città italiane. Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, che ha realizzato il suo ventesimo monitoraggio su inquinamento ambientale e acustico in giro per l’Italia, ha rilevato sforamenti record dei limiti fissati per le polveri sottili PM10 a Torino (59 giorni), Frosinone (57), Padova (56), Lucca e Vicenza (53). Il limite medio giornaliero di 50 microgrammi su metro cubo non dovrebbe essere superato per più di 35 giorni l’anno, eppure Legambiente fa sapere che degli 88 capoluoghi di provincia tenuti sotto osservazione il 35 per cento lo ha già raggiunto nei primi tre mesi dell’anno. Elevate concentrazioni di polveri sottili si sono registrate soprattutto a Vicenza, Ancona e Messina, dove un rilevamento su tre supera di oltre il doppio i limiti di legge. Ma si attestano su livelli critici anche Milano e Potenza.
Per non parlare dell’inquinamento acustico, insidioso e altrettanto logorante di quello ambientale: nel 98 per cento delle aree urbane nazionali di notte si supera la soglia di rumorosità considerata sicura per la salute umana. Le peggiori sul fronte del rumore sono Messina e Genova.
Forse la soluzione per città meno inquinate l’hanno trovata in Texas. O almeno ci provano. Più precisamente a Presidio, cittadina di circa 5.000 abitanti che ha avuto in passato frequenti blackout a causa di una linea elettrica vecchia e poco efficiente. Qui sta per essere inaugurata una gigantesca pila al sodio solfuro in grado, se necessario, di fornire elettricità all’intero comune e di immagazzinare l’energia prodotta dalle pale eoliche, il cui principale difetto consiste nel fatto di essere intermittente. Grande come un edificio, l’enorme batteria, prosaicamente battezzata Bob (Big Old Battery) è costata circa 25 milioni di dollari (18,7 milioni di euro) e servirà da banco di prova proprio per testare la capacità di pile come queste di immagazzinare l’energia prodotta da fonti rinnovabili.
- Mercoledì 7 Aprile 2010
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