Oltre il vulcano: perché i voli restano a terra?

Il pennacchio di fumo creato dall'eruzione (Credit: Nasa)

Il pennacchio di fumo creato dall'eruzione (Credit: Nasa)

Peggio dell’11 settembre. Così un portavoce dell’autorità per l’aviazione civile britannica ha riassunto oggi la situazione del traffico aereo in seguito all’eruzione del vulcano islandese. “E’ una situazione peggiore di quella creatasi dopo gli attacchi dell’11/9, quando venne bloccato il traffico transatlantico, ma i voli in Europa erano operativi”. Ma perché negli aeroporti di mezza Europa i velivoli restano fermi al suolo?

Da terra i passeggeri guardano attoniti il cielo terso e si pongono proprio questa domanda, non riuscendo a rassegnarsi all’idea che tutti i voli in partenza e in arrivo negli aeroporti britannici, scandinavi e di altri paesi del nord Europa siano stati cancellati per colpa di una nube che in realtà non si vede. Sono stati chiusi a causa della nuvola di cenere anche gli aeroporti di Praga, Cracovia, Sofia, ma il caos ha raggiunto perfino l’Asia coinvolgendo circa 6 milioni di passeggeri nel mondo.


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Intanto l’Enac fa sapere che “Nella situazione in esame, trattandosi di cancellazioni derivanti da circostanze eccezionali il passeggero non ha diritto alla compensazione pecuniaria e ad eventuali risarcimenti danni”.

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E la situazione eccezionale lo è davvero. Ma cosa impedisce agli aerei di volare? Il rischio non è collegato tanto alla visibilità, quanto al fatto che le ceneri sprigionatesi dall’eruzione del vulcano sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, spinte dal vento verso l’Europa, contengo sostanze chimiche, come l’anidride solforosa, il biossido di carbonio, il l’acido fluoridrico che possono mandare in tilt i motori degli aerei. La cenere potrebbe inoltre intasare i condotti di ventilazione e causare uno stallo ai motori.

Ci troviamo in una situazione paradossale, non solo perché totalmente fuori dal controllo umano, ma anche per i suoi possibili sviluppi inattesi. Intanto si teme per la possibilità di una nuova eruzione, questa volta del vulcano sotto il ghiacciaio Vatnajokull, il più grande d’Europa. Il sito di informazione IceNews riferisce di allarmanti tremori causati da mini-terremoti nella zona. Nel caso anche questo secondo vulcano si risvegliasse non si sa per quanti altri giorni il traffico aereo di questo e forse di altri continenti potrebbe rimanere paralizzato.

Ma il vero paradosso è che la corposa nube di cenere potrebbe risultare un toccasana per il riscaldamento globale. Già in passato per effetto di un’eruzione vulcanica (quella del Pinatubo nelle Filippine, nel 1991) si era creata una nube di cenere che aveva fatto abbassare la temperatura globale del pianeta di mezzo grado. Inoltre la sospensione del traffico aereo, uno tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra, potrebbe contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Insomma non tutti i mali…

Commenti

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Il 19 Aprile 2010 alle 11:55 Nube di cenere: quanto ci costerà a livello economico? - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] nube di cenere proveniente dall’eruzione vulcanica in Islanda, che dalla scorsa settimana ha bloccato il [...]

Il 20 Aprile 2010 alle 10:28 Eruzioni e terremoti: il 2012 può attendere - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] Già, perché lo stop ai voli dovuto alla nube di cenere fuoriuscita dal vulcano islandese che ha paralizzato mezzo mondo è solo la ripetizione su scala ingrandita di episodi che si sono già verificati in [...]

Il 20 Aprile 2010 alle 15:59 Il vulcano islandese visto dal web - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] Eyjafjallajökull ha catturato l’attenzione mondiale a causa della nube che sta provocando gravi disagi ai viaggiatori. Le luci puntate sul vulcano in eruzione non arrivano solo da Tv e stampa: online sono disponibili [...]

Il 5 Maggio 2010 alle 9:56 Europa: nuovo blocco dei voli per le ceneri del vulcano islandese - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] WEB - Il vulcano Eyjafjallajokull non ha ancora smesso di creare disagi in Europa. Il mese scorso i cieli del Vecchio Continente sono rimasti bloccati per una settimana, e oggi Scozia e Irlanda sono stati costretti a tenere di nuovo tutti gli aerei a [...]

Il 10 Maggio 2010 alle 12:41 Maltempo di primavera: colpa del vulcano? - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:

[...] dare un giudizio su un fenomeno che è ancora in corso e, nonostante la gran confusione dovuta al blocco dei voli sui cieli d’Europa, “per il momento appare piuttosto [...]

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