
(Credits: nettop@flickr)
Il pubblico ne aveva decretato il pensionamento già da tempo. Ora per il floppy-disk è arrivato anche l’addio di “mamma” Sony. Dal 2011 i dischetti da 3,5 pollici non saranno più prodotti. Un taglio doloroso, quello della casa giapponese (che ad oggi deteneva circa il 70% del mercato), ma necessario: le vendite sono in crollo verticale da almeno dieci anni.
E sì che solo fino a qualche anno fa erano loro i preziosi custodi dei nostri dati in mobilità. Prima delle chiavette, dei cd e dei dvd, prima addirittura di Internet. Gli storici dell’informatica fanno risalire al 1981 la data di uscita del primo microfloppy, anche se nella sua veste primordiale (quella da 8 pollici e mezzo prima, e da 5 pollici e un quarto poi) il dischetto era in circolazione da almeno dieci anni prima.
A scrivere la storia del floppy-disk hanno contribuito un po’ tutti i colossi dell’informatica, compresa la Apple che ne ha fatto il supporto standard per il suo Mac a partire dal 1984. Ma è soprattutto verso la meta degli anni Novanta che il dischetto ha conosciuto la sua età dell’oro, grazie ai cosiddetti floppy ad alta densità (HD), capaci di memorizzare 1,44 megabyte di dati. Una capacità ridicola per i nostri giorni, soprattutto se confrontata con quella offerta dagli attuali supporti di archiviazione. Basti pensare che oggi basterebbero 700 dischetti Blue-Ray a strato singolo per contenere i 17 terabyte di dati contenuti in tutti floppy-disk venduti in Giappone lo scorso anno (circa 12 milioni di pezzi).
La domanda sorge spontanea: cosa ne sarà adesso dell’icona a forma di dischetto che ancora oggi accompagna le operazioni di “salvataggio” di migliaia di programmi? Cadrà in disuso o diventerà un simbolo fuori dal tempo?
La foto è tratta da Flickr.
- Martedì 27 Aprile 2010
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Commenti
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Il 29 Aprile 2010 alle 8:56 Addio al floppy-disk, quante volte ci ha “salvato” | hitechcitta.com ha scritto:
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