- Tags: alcol, cancro, fumo, invecchiamento, salute, stile di vita
- 2 commenti
Sono solo quattro cattive abitudini che però, se combinate hanno il potere di aumentare il rischio di morte. Non si tratta dell’uso di droghe pesanti o di sport pericolosi, ma di comportamenti riscontrabili, magari non tutti insieme, in molti di noi. E allora eccoli i quattro dell’Ave Maria: fumo, eccessivo consumo di alcol, dieta sregolata e mancanza di esercizio fisico.
L’allarme questa volta arriva da uno studio condotto dall’Università di Oslo, in Norvegia, e pubblicato sull’odierno numero di Archives of Internal Medicine. “Per comprendere appieno le conseguenze sulla salute pubblica di questi comportamenti” spiegano Elisabeth Kvaavik e colleghi nell’articolo, “è necessario esaminare il loro impatto sia individuale sia combinato”.
Per farlo i ricercatori hanno intervistato 4.886 persone dai 18 anni in su dal 1984 al 1985. “Abbiamo calcolato un punteggio relativo ai comportamenti riferiti alla salute, assegnando un punto per ogni abitudine nociva: fumare, consumare meno di 3 porzioni di frutta e verdura al giorno, praticare meno di due ore di sport a settimana, e consumare più di 14 unità alcoliche (donne) e più di 21 unità alcoliche (uomini) a settimana”.
Negli anni di follow-up dello studio 1.080 partecipanti sono morti, di cui 431 di malattie cardiovascolari, 318 di cancro e 331 per altre cause. Confrontando il rischio di morte di coloro che non avevano comportamenti errati con quello di chi li aveva tutti e quattro, in questi ultimi il rischio di morire per malattie cardiovascolari o per cancro era triplo. Queste persone avevano più in generale un rischio di morte equivalente ad essere di 12 anni più vecchi.
Risultati che ricalcano in parte quelli appena presentati al meeting annuale dell’Associazione americana per la ricerca sul cancro dall’Università di Padova in collaborazione con altri atenei italiani. La ricerca italiana ha confermato il legame tra il consumo elevato di alcol e il rischio di tumori e invecchiamento precoce. “Tutte le cellule del nostro corpo hanno un orologio biologico e questo orologio sono i telomeri”, spiega Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di Epidemiologia Molecolare e Genetica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. L’alcol agisce a livello cellulare accorciando i telomeri, sequenze di dna importanti per la stabilità genetica delle cellule. La stessa cosa che avviene nel processo di invecchiamento.
“Piccoli ma realizzabili aggiustamenti nello stile di vita possono avere un grosso impatto sia a livello individuale che di popolazione generale”, aggiungono gli autori nella ricerca norvegese. Che concludono: “Sviluppare metodi più efficaci per promuovere una dieta e uno stile di vita sani dovrebbe essere una priorità importante per la sanità pubblica”. Insomma, prevenire rimane di fatto assai preferibile a dover curare.
Foto: Flickr
- Martedì 27 Aprile 2010

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Commenti
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Il 27 Aprile 2010 alle 15:23 pasalaam ha scritto:
Sarà anche vero quello che dicono, ma i fatti non lo provano, grazie al Cielo.
La generazione dei nati durante e dopo la guerra, da anni pone il problema delle pensioni a causa delle propria longevità.
È tutta gente che é nata ed ha vissuto da e con fumatori, ha mangiato quello che trovava, bevuto quello che c’era e fatto quello che poteva.
Ciò malgrado, é andata sulla luna, ha esplorato la fossa delle Marianne ed ha raddoppiato la speranza di vita della metà dell’umanità.
I casi sono due, o’ sono tutte balle, oppure siamo una generazione d’acciaio. Magari proprio grazie al fatto che non ci hanno rotto le scatole per farci vivere più a lungo.
Scommettiamo che questa non me la publicano?
Il 27 Aprile 2010 alle 16:33 marta.buonadonna ha scritto:
Oppure nel frattempo sono drammaticamente migliorate le cure mediche ed è aumentato a dismisura il benessere. Di sicuro i ragazzi del dopoguerra facevano molta più attività fisica di ora, molta della quale involontaria: non avevano tutti macchina o moto per spostarsi!
Ora che la maggior parte di noi ha di che mangiare e si può curare, abbiamo capito che la durata di vita non si allunga a dismisura: ci sono comportamenti che possono incidere negativamente. Fumare, certo, bere troppo, ma anche non muovere mai un passo più del minimo indispensabile (che è sempre meno) e mangiare moltissimi cibi preparati industrialmente e sempre meno alimenti freschi.
Per il resto, ricordiamo credo tutti la frase di Woody Allen: “Ho smesso di fumare, vivrò una settimana di più. E in quella settimana pioverà a dirotto”…
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